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E i lavoratori si appellano alla politica
Bindocci (Cgil): «Rischiamo di rimanere schiacciati dalle Asl più grandi della nostra»
LIDO DI CAMAIORE. C’è un problema di sindacati «che se fanno trattative di bottega otterranno risposte di bottega» afferma il segretario versiliese della Cgil, Massimiliano Bindocci criticando l’operato degli stessi rappresentanti dei lavoratori. C’è un problema aziendale, gli fa eco la segretaria provinciale della Funzione Pubblica Cgil, Giovanna Lo Zopone, «di non coinvolgimento del sindacato, di mancanza di un confronto preventivo sulle scelte operate dai vertici aziendali». Ma c’è, più evidente che mai in questa fase di profonda riorganizzazione del sistema sanitario, anche una questione politica di fondo «e cioè che la Versilia non è adeguatamente rappresentata in un momento in cui è assolutamente necessario che vigili su cosa accadrà ai servizi ospedalieri e sul territorio» afferma ancora Bindocci.
Sono queste le criticità che rendono ancora più difficile affrontare tagli e riorganizzazioni nel mondo della sanità. Le preoccupazioni della Cgil sui tagli al personale e ai servizi in corso ormai da tempo all’Asl Versilia sono solo una faccia della medaglia. Dall’altra parte c’è la strategia che sta portando alla nascita di tre maxi Asl. La Versilia finirà in mezzo a “giganti” come Pisa, Lucca, Livorno e Massa Carrara. «Per questo chiediamo alla politica di vigilare e mobilitarsi perché la nostra Asl non finisca per essere schiacciata dai tre capoluoghi e i nostri cittadini si ritrovino senza servizi adeguati».
Le criticità “politiche” per Bindocci sono anche legate al fatto che la Versilia è rimasta fuori dalla partita regione: nessun consigliere di maggioranza, nessun assessore. Ma qualcosa si deve pur fare prima che su8lle teste dei versiliesi vengano calate, dall’alta soluzioni non modificabili «che facciano perdere al territorio - dice ancora il sindacato - le proprie eccellenze».
E su questo tema le prime rassicurazioni dovrebbero venire dalla stessa Asl, come ribadisce Lo Zopone «che invece qui in Versilia non ci dice neppure quanto si deve tagliare e dove, con tutte le incertezze che questo comporta per chi lavora nella sanità e i cittadini che ne usufruiscono». Per questo la segretaria della Funzione pubblica Cgil torna a ribadire la necessità che i vertici commissariali dell’azienda versiliese «mettano nero su bianco che l’azienda non verrà dismessa, finora nessuno ce lo ha detto con chiarezza». (v.l.)
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