Il Tirreno

Versilia

Il nuovo porto ingoia il Nettuno

di Matteo Tuccini
 Il nuovo porto ingoia il Nettuno

Il mitico bagno è tra quelli messi a rischio dal progetto Giannessi: «Pronti a lottare in nome di 150 anni di storia»

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VIAREGGIO. Il bagno Nettuno in Passeggiata, storico simbolo del turismo viareggino - nei suoi 150 anni di vita ha avuto ospiti del calibro di Giorgio Gaber e Gianni Rivera -rischia di finire ingoiato dal progetto del nuovo porto. Piano che prevede l’ampliamento a nord del Molo, con nuovi posti (circa 90) destinati a imbarcazioni dai 35 ai 70 metri. Un allargamento verso la Passeggiata che mangerebbe i primi quattro stabilimenti balneari: il Flora, il Dori, l’Oceano e appunto il Nettuno.

Le due opzioni. Sul progetto c’è stato un incontro tra l’amministrazione comunale e l’associazione balneari. Con quest’ultima perplessa: oltre alle conseguenze dirette per i bagni che bene o male verrebbero cancellati, secondo i balneari ci sono possibili rischi ambientali per le nuove scogliere che verrebbero piazzate in mare, oltre che per il cambiamento strutturale che avrebbe la Passeggiata. L’amministrazione ha ribadito, dal canto suo, che siamo in una fase preliminare e che molte sono le cose da discutere. C’è da capire, infatti, se il progetto verrà portato avanti da un privato - per intendersi uno o più imprenditori che acquistino la Viareggio Porto - o se sarà il pubblico a prendersi carico di una trasformazione che sarebbe epocale (si parla di un piano da ottanta milioni di euro). Nel primo caso, il privato potrebbe presentarsi al concessionario con un’offerta per rilevare l’attività, che certamente verrebbe valutata. Nel secondo caso, potrebbero avvenire degli espropri. E qui la strada si farebbe più complicata, con i concessionari pronti a dar battaglia in ogni sede.

Le reazioni. È questo il sentimento anche di Graziano Giannessi, pater familias del Nettuno e nume tutelare dei balneari viareggini. Giannessi premette di non aver visto alcun progetto, ma ammette che il Nettuno è tra gli stabilimenti nel mirino. La sua posizione sull’argomento è chiara: «Parlando anche solo da cittadino, pensare a un piano del genere è una follia - dice - Distruggere un patrimonio come gli stabilimenti balneari dal Molo fino al Nettuno, e alterare la retrostante Passeggiata, che rappresenta il vero centro economico e culturale della città non ha senso. L’esperienza insegna che stravolgere la città con il porto a Ponente vorrebbe dire mettere in pericolo tutta la spiaggia di Viareggio». Ma quale sarebbe la reazione del Giannessi imprenditore se davvero questo progetto prendesse quota, e il Nettuno si trovasse di fronte a un bivio? «Il bagno è della nostra famiglia, e come ogni imprenditore si può fare un ragionamento se sia giusto cedere o no l’attività. Anche per questo motivo abbiamo elaborato alcune stime sui valori dei nostri stabilimenti balneari (ne ha parlato Il Tirreno alcuni giorni fa, si parla di cifre tra uno e tre milioni di euro, ndr): se vogliono mandarci via, devono pagare quello che è giusto. Però il Nettuno è anche della città. Abbiamo 150 anni di storia alle nostre spalle: credo che la prima domanda da farsi sia cosa succederà a questa che io considero un’istituzione. Può darsi benissimo, però, che alla città non interessi». Giannessi, insomma, ribadisce di voler lottare per «quello che è il nostro passato, e io mi auguro anche il nostro futuro». Garantendo che, in caso di scontro muro contro muro, «siamo pronti ad andare in ogni sede per tutelarci».

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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