Tre milioni di aggio straordinario a rate
Così decise il socio dopo la privatizzazione che il Comune decise di affidare a una società specializzata
VIAREGGIO. Nel lungo elenco delle spese Mover contenuto nel Documento di programmazione approvato dall’amministrazione in carica si trova anche l’importo dell’aggio che la società della sosta pubblico-privata (Impresa Del Pistoia Scrl) deve al Comune. La voce iscritta spiega che si tratta di “aggio ordinario e straordinario”: 295.000 nel 2014 che diventano 315.000 nel 2017. La delibera della Giunta Del Ghingaro chiude così, accettando e approvando Documento Mover e relativi conti, la questione dell’aggio straordinario di tre milioni di euro che il contratto di privatizzazione (e relativo bando) prevedono finiscano nelle casse del Comune. Nel 2012, a privatizzazione avvenuta, Mover - in un’assemblea della società alla quale per l’Ente pubblico partecipò Marco Brusco, allora sub commissario di Domenico Mannino - decise che la cifra sarebbe stata rateizzata in trentacinque anni. Una volta insediata ala Giunta Betti (che aveva tra gli assessori anche Laura Servetti oggi in carica con delega al bilancio) fu il dirigente dei servizi finanziari Salvatore Santoro a porre la questione della totale mancanza di un atto con il quale il Comune, che di Mover è socio, accettava la rateizzazione. Il nodo è arrivato tale e quale fino ad oggi.
La delibera approvata dalla Giunta Del Ghingaro, nel confermare - di fatto - il contratto con Mover, ricorda anche che alla privatizzazione si arrivò in forza della delibera di consiglio comunale numero 77 del 28 dicembre 2011. La stessa richiamata dal provvedimento di archiviazione del Gip del Tribunale di Lucca che ha messo la parola fine sulle indagini della Procura (pm Fabio Origlio) affidate ai carabinieri del Nucleo investigativo di Lucca: «La decisione di privatizzare parzialmente la Mover - scrive il giudice dopo aver preso atto del materiale prodotto dalla difesa di Paolo Del Pistoia - scaturiva non da una scelta meramente politica ma dalla necessità di rispettare la normativa vigente». In effetti la delibera in questione argomenta con una lunga serie di motivazioni (anche normative) la scelta dell’allora amministrazione Lunardini (centrodestra). E la sua lettura è molto interessante anche oggi. Soprattutto là dove si conclude che «l'affidamento a terzi del servizio di gestione della sosta a pagamento comporti per l'amministrazione comunale la necessità di affidarsi ad una unica società in grado di farsi carico di tutte le fasi di cui si compone il servizio su tutto il territorio di competenza dell'Ente. In altre parole occorre affidarsi ad una società specializzata».
La gara risultò poi vinta dall’unico partecipante, l’associazione temporanea di imprese tra “Sasit” e “Pari” all’epoca entrambe di Paolo Del Pistoia: la prima ha dragato il porto per decenni e si occupa da sempre e a tutt’oggi di lavori stradali, movimento terra e simili; mentre la Pari Srl è una società di tipo immobiliare. (d.f.)
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