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Il potere e la grande cucina italiana: ecco A tavola sulla spiaggia

Il potere e la grande cucina italiana: ecco A tavola sulla spiaggia

La politica bipartisan (da Gutgeld alla Bergamini) e tanti chef stellati per la prova di bravura in cucina per amateur

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FORTE. Sarà stata l’atmosfera, o il grande ritorno di fiamma che vive Forte. Fatto sta che mai come quest’anno A tavola sulla spiaggia ha vissuto un momento così magico. Tanto per dare un’idea cose è stata la manistazione sulla spiaggia libera della Boe, i tavolini sulla duna erano stati tutti premotati dai principi arabi della famiglia reale sauditi, curiosi di vedere cosa accadeva. Intanto a loro è toccato – fra le ricette in gara – il piatto simbolo della Toscana, ovvero la pappa al pomodoro.

Un tocco di esotismo, quello dei principi arabi, per la edizione numero 23 della creatura forse più amata da Gianni Mercatali. In giuria alle Boe c’erano Nek e Renato Pozzetto, Marco Caprai (quello di Cruciani) e Giancarlo Aneri (l’inventore del moderno spumante Ferrari) e ancora Davide Oldani, grande chef milanese ma con cuore al Forte, accanto a Italo Bassi l’executive chef di Pinchiorri. Tre stelle Michelin come Valeria Piccini, patron del Caino di Montemerano.

C’era poi la ricchissima pattuglia degli stellati locali: Romano Franceschini e Salvatore Madonna, Cristiano Tomei e Michele Marcucci.

Le giurie in realtà erano tre. Coì giornalisti c’era Deborah Bergamini, con gli sponsor e gli organizzatori Yoram Gutgeld, consigliere economico di Matteo Renzi. E non è mancato Roberto Bernabò, direttore editoriale dei giornali locali del gruppo Finegil, ma anche Marcello Mancini, ex direttore della Nazione. Fra la stampa anche Federico Monechi, firma del Tg3 toscano.

E ancora in giuria c’era Maria Antonietta Di Benedetto, la regista di Pifortedelvento, l’iniziativa che vuole ridare la sua chioma verde alla Versilia. Tanti bei nomi una location unica mentre il Sole relagava alal Versilia uno dei suoi tramonti più belli.

In sequenza i piatti in gara, sotto la regia di Guido Guidi che ha dovuto servire in un paio d’ore 40 giurati, senza perdere il suo aplomb fiorentino, che a 12 anni sgobbava già come cameriere da Oliviero a Ronchi. A seguire le operazioni Roberto Santini, patron delle Boe, e il vicesindaco Michele Molino che ha concesso questo lembo di spiaggia talmente popolare da assere aristocratica. Il senso di A Tavola sulla spiaggia è quello di raccontare una stagione – che sta rinascendo – dove il massimo dello snob era la semplicità. Come quando a casa Agnelli arrivavano le arselle da sgusciare, pronte per un sublime piatto di spaghetti. Oggi le premiazioni, sempre alle Boe.

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