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il giallo di viareggio

Il caso di Cinzia Bernardo torna a "Chi l'ha visto?"

di Claudio Vecoli
Il caso di Cinzia Bernardo torna a "Chi l'ha visto?"

Uccisa dall’ex marito nell'aprile di 14 anni fa, il suo corpo non è mai stato ritrovato. E ora i familiari di lei lanciano un appello per ritrovare il corpo

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VIAREGGIO. Per un mese il giallo della sua fine tenne col fiato sospeso tutta Viareggio. Bella, appariscente, estroversa, Cinzia Bernardo sparì all'improvviso una notte di aprile di quattordici anni fa dopo aver trascorso alcuni giorni a Viareggio in compagnia di Paolo Bertuccelli, l'ex marito dal quale stava separandosi ma con cui continuava a vedersi.

Una storia di grandi passioni, la loro. Conclusasi in maniera tragica. Il finale, infatti, sembra quello di un film noir. Anche se di certezze (e soprattutto di riscontri) ce ne sono davvero poche. Lui che in uno scatto d'ira scatenata dalla gelosia uccide lei e ne nasconde il cadavere da qualche parte. I carabinieri che cercano il corpo di Cinzia prima in Padule e poi nella Pineta di Levante ma non trovano niente. Paolo che fa perdere le proprie tracce e sparisce nel nulla. Infine il suicidio di lui sulle colline di Camaiore, quando i carabinieri riescono a rintracciarlo dopo tre giorni e tre notti di ricerche. Ma delle spoglie di Cinzia, da allora, non si è più saputo alcunché.

Dopo quasi tre lustri la famiglia di lei ora torna a chiedere che le ricerche interrotte da anni siano riprese. E lo fa utilizzando le telecamere di Chi l'ha visto?, il programma cult di Raitre che mercoledì sera a partire dalle 21,15 (è il primo servizio in scaletta) dedica la prima parte della puntata speciale estiva al caso.

Il giallo di Cinzia. Tutto comincia il 29 aprile 2001. Una domenica. Ma non una domenica qualsiasi. E' infatti l'inizio di un lungo ponte (quello del primo maggio) che segna per la Viareggio e la Versilia l'inizio della stagione. O, quantomeno, un primo assaggio dell'estate che verrà. Cinzia Bernardo, quarant'anni, originaria della Sicilia ma fiorentina di adozione, sta per chiudere definitivamente la sua storia con Paolo Bertuccelli, cinquantuno anni, viareggino della Darsena.

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Dopo pochi giorni i due dovranno infatti presentarsi di fronte al giudice per raggiunge un accordo sulla separazione. Eppure quella domenica di fine aprile i due decidono di vedersi. E non solo per trovare la via meno dolorosa possibile alla fine del loro tormentato. Cinzia arriva a Viareggio in treno. La sera è a cena con Paolo al “Fronte del porto”, una delle trattorie pizzerie più frequentate della Darsena. Con loro ci sono anche alcuni amici. La serata scivola via tranquilla. Anzi, di più. Tanto è vero che Paolo, a fine cena, incrocia degli amici a cui rivela: “Io e Cinzia non ci separiamo più”. Ma c'è qualcosa che non torna, visto che da alcuni mesi Cinzia ha iniziato una nuova relazione con Lorenzo Maffei, un imprenditore fiorentino che abita in Oltrarno.

Appuntamento alla Bussola. La serata di Cinzia e Paolo non finisce fra i tavoli del Fronte del porto. Prosegue infatti alla Bussola di Focette. Cinzia ama ballare e anche a Paolo piace divertirsi in discoteca. Del resto i due si erano conosciuti proprio in una pista da ballo, quella del Papillon di Piano di Mommio. E dopo pochi mesi avevano deciso di convolare a nozze (Cinzia, fra l'altro, era già reduce da un matrimonio finito male dal quale aveva avuto una figlia, Valentina, all'epoca ventitreenne). Pagato il conto al ristorante, dunque, i due prendono la macchina e vanno alla Bussola. Ma la serata cambia repentinamente verso. Come l'umore dei due. Cinzia, infatti, in quelle ore è spesso contattata al cellulare dall'imprenditore con cui ha una relazione. E la cosa manda su tutte le furie Paolo. Quando escono dal locale di Focette, alcuni testimoni dicono di vederli molto agitati. Con Cinzia che sale a bordo della macchina di Paolo. E' l'ultima volta che la donna viene vista in vita.

Scomparsa nel nulla. Secondo le dichiarazioni rese da Paolo Bertuccelli nei giorni successivi, lunedì mattina l'ex moglie torna a Firenze in treno. Ma nessuno vede la donna alla stazione di Viareggio. E per gli inquirenti che lavorano sul caso a quel punto Cinzia Bernardo è già sparita. Quasi certamente uccisa dall'uomo con cui si era allontanato dalla Bussola. Per un paio di giorni, però, nessuno sembra preoccuparsi più di tanto dell'assenza della donna. Soltanto mercoledì 2 maggio Valentina, la figlia avuta da Cinzia da un precedente matrimonio, dopo non aver avuto più notizie di lei, sporge ufficialmente denuncia di scomparsa a Firenze.

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Sospetti sull'ex marito. Il giorno successivo, giovedì 3 maggio, la madre e due sorelle partono da Firenze e raggiungono Viareggio per cercare Cinzia. Una delle prime tappe è proprio in Darsena, nella casa di via Menini dove vive Paolo Bertuccelli. Ma dall'ex marito non hanno indicazioni. Nel frattempo si muovono anche i carabinieri di Viareggio. Paolo viene messo sotto torchio dai militari per tre ore, ma lui spiega di aver accompagnato Cinzia alla stazione e di non sapere più nulla di lei. I carabinieri sono convinti che non dica il vero, ma lo lasciano comunque andar via perché non hanno indizi sufficienti per trattenerlo. Un errore? Forse. Fatto sta che dalla mattina successiva si perdono le tracce anche di Paolo Bertuccelli che sembra essersi smaterializzato nel nulla. Come Cinzia.

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Nella serata di venerdì i carabinieri entrano nella casa di Paolo in via Menini e la perquisiscono palmo a palmo. Giardino compreso. Forse sperano di trovare il corpo di Cinzia nascosto da qualche parte. Ma la speranza si dimostra vana. E così le ricerche della donna – che gli inquirenti sono convinti sia già morta – proseguono nelle acque del lago di Massaciuccoli, dove i sommozzatori dei vigili del fuoco battono i fondali nei pressi di un rimessaggio per gli attrezzi di via Comparini utilizzato da Paolo. Ma anche in questo caso le ricerche si dimostrano inutili. E non portano a niente.

Il suicidio di Paolo. La svolta arriva il 6 maggio, nella notte fra domenica e lunedì. Gli inquirenti, oltre a cercare il corpo senza vita di Cinzia, danno la caccia anche a Paolo Bertuccelli che viene ritenuto il responsabile della scomparsa dell'ex moglie. E, dopo tre giorni e tre notti, lo rintracciano a Valpromaro, sulle colline fra Camaiore e Massarosa. Lui è al volante della sua Panda bianca. Al suo fianco ha una pistola - una Smith & Wesson 375 magnum - dalla quale si separava soltanto di rado.

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I carabinieri in borghese bussano al finestrino della macchina. Lui - che nel frattempo stava già progettando di togliersi la vita tanto da aver già scritto una lettera di addio nella quale però non si attribuisce alcuna responsabilità nella morte di Cinzia - capisce che la sua fuga è finita. E si spara un colpo all'addome che risulterà fatale.

Il mistero chiuso nella tomba. Da una parte il cerchio si chiude. Il drammatico epilogo dà ulteriormente forza alle convinzioni degli inquirenti, coordinati dall'allora pubblico ministero Ines Pisano. Secondo l'ipotesi che ottiene il maggior credito in Procura, infatti, Paolo Bertuccelli ha ucciso Cinzia Bernardo domenica 29 aprile, dopo che i due hanno lasciato la Bussola. E ha nascosto il cadavere da qualche parte. Nei primi giorni ha fatto finta di niente, dicendo di aver riaccompagnato l'ex moglie alla stazione da cui lei sarebbe poi tornata a Firenze. Poi - un po' per la pressione degli investigatori, un po' per il peso di quanto combinato – fugge. E, una volta scoperto, si spara. Una ricostruzione, questa, che trova anche qualche conferma oggettiva. Come le tracce di sangue di Cinzia trovate dagli uomini della scientifica all'interno della Panda bianca di Paolo. Però manca una vera e propria prova schiacciante. O una confessione. Anche nella lettera di addio scritta prima di dare seguito ai suoi disegni suicidi. E, soprattutto, in quasi quindici anni non è mai stato ritrovato il corpo di Cinzia.

L'appello dei parenti. E proprio affinché venga finalmente ritrovato il corpo di Cinzia, la madre, le sorelle e la figlia fanno ora appello a “Chi l'ha visto?”, la trasmissione che fin da quei primi giorni seguì la vicenda con grande attenzione. Contribuendo a trasformarla in un caso nazionale. Da una parte chiedono alla Procura della Repubblica che vengano riprese le ricerche (interrotte dopo un ulteriore tentativo fatto dapprima nella Pineta di Levante e poi nel parco della Versiliana). Ma il vero appello è soprattutto agli amici di Paolo Bertuccelli. La convinzione è infatti che l'ex marito abbia rivelato il suo segreto a chi conosceva bene. E che forse qualcuno abbia anche aiutato Paolo a nascondere il corpo senza vita di Cinzia. Solo rompendo l'omertà di chi sa, probabilmente, sarà possibile dare alla famiglia Bernardo un corpo su cui piangere. Dopo quattordici anni di attesa.

@ClaVecoli

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