Il Tirreno

Versilia

Carnevale, senza suspence che senso ha?

di Simone Pierotti

Carristi amareggiati per l’anticipazione sul web dei bozzetti, il commissario Pozzoli butta acqua sul fuoco

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VIAREGGIO. «Via giù, stasera andiamo a fare una passeggiata sul molo…». L’appello (provocatorio) di alcuni costruttori dopo che i bozzetti dei carri erano stati spiattellati sui social media, alla fine, è caduto nel vuoto. Nel senso che nessuno tra i maghi della cartapesta ha disertato la presentazione ufficiale alla Cittadella sotto i riflettori. E non l’hanno disertata nemmeno i viareggini, accorsi in gran numero nel piazzale della casa del Carnevale.

L’accusa. L’evento organizzato dalla Fondazione Carnevale, e concertato con i carristi stessi, non ha tradito le attese. Eppure non è bastata una serata piacevole a zittire le polemiche per la «rivelazione» dei bozzetti. A mente fredda, però, i costruttori inizialmente inferociti abbassano i toni: «Il nostro è stato solo uno sfogo, una reazione spontanea – commenta Stefano Cinquini in gara in prima categoria assieme al fratello Umberto – però è innegabile che la divulgazione dei bozzetti andava gestita meglio: tanta fatica per studiare la presentazione del carro e poi è bastato aprire Facebook per mandare tutto in fumo…». Il costruttore di prima categoria Roberto Vannucci non punta il dito contro i giornalisti che «hanno fatto semplicemente il loro lavoro: chi ha sbagliato è la Fondazione e al commissario Stefano Pozzoli l’ho detto. Diffondendo i bozzetti su Internet è venuto meno l’effetto sorpresa: si poteva chiedere alla stampa di aspettare fino a sera prima di pubblicarli. Rispetto della Fondazione, ma io rimango della mia opinione».

La difesa. «Eccomi…». Così Pozzoli è intervenuto su Fb ribattendo a chi, con toni un po’ forcaioli, domandava «chi è il responsabile di questa figuretta?». E il giorno dopo spiega – e conferma – le motivazioni della scelta: «Era tutto progammato: inviando la cartella stampa a mezzogiorno aumentavano le probabilità che giornali e tv a diffusione nazionale parlassero del Carnevale». Per Pozzoli non esiste alcun affaire bozzetti: «Per il terzo anno consecutivo il materiale è stato mandato alle redazioni prima di essere svelato al pubblico di Viareggio, non vedo il problema. Capisco lo sfogo dei carristi: se si riesce ad arrivare alla presentazione dei bozzetti mantenendo la suspense è meglio, però il Carnevale ha le sue esigenze in fatto di comunicazione. E comunque pensare di boicottare la serata in Cittadella solo per aver visto l’anteprima dei bozzetti era come guardare il trailer di un film e rifiutarsi di andare al cinema…».

Punto d’incontro. Le due parti, almeno, convergono sulla riuscita della serata e sull’afflusso di viareggini agli hangar per assistere alle presentazioni più disparate: chi ha sfoggiato il modellino del carro, chi ha proiettato un video, chi ha incantato il pubblico con una coreografia. E anche se il presentatore Daniele Maffei aveva una scaletta da seguire, molti hanno preferito girovagare tra gli hangar a piacimento. Perché il Carnevale è recalcitrante a qualsiasi tipo di imposizione. «I carri prendono vita in Cittadella, se dipendesse da me presenterei sempre i miei bozzetti dentro l’hangar», suggerisce Vannucci. «Quando si parla di Carnevale, basta una scintilla per smuovere i viareggini – osserva Cinquini – la Cittadella, poi, è uno spazio ideale per famiglie e bambini». Pozzoli, di certo, non li contraddice: «Sì, è stata proprio una bella serata. Ma non ne dubitavo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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