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Il presidente Spina: Lombardi ha trascurato il Centro arti visive
PIETRASANTA. L’idea di partenza era lungimirante: un centro legato all’attività di formazione d’eccellenza post-universitaria. Sullo sfondo di una città, come Pietrasanta, ideale per la sua...
PIETRASANTA. L’idea di partenza era lungimirante: un centro legato all’attività di formazione d’eccellenza post-universitaria. Sullo sfondo di una città, come Pietrasanta, ideale per la sua peculiarità artistica. Poi qualcosa, nel tempo, non ha funzionato. E il Cav – centro arti visive – con sede in via san Francesco ha prima perso un partner di valore, come l’Accademia di Carrara per poi svanire dal radar delle proposte che fanno la differenza. Ed è da questo momento di impasse che riparte Francesco Spina, avvocato, neo-presidente del Centro. «Il Cav non è realtà molto conosciuta a Pietrasanta: passa per un soggetto che organizza mostre. Non è così».
Passa anche per il solito carrozzone a uso della politica.
«Ed è un errore: ci sono due dipendenti e un direttore artistico: sulle casse della comunità incide ben poco. E le potenzialità sono enormi».
Cosa non ha funzionato negli ultimi anni?
«La politica. Il Cav è riuscito ad andare avanti e a sopravvivere grazie al lavoro dell’ex presidente – Antonio Bartelletti - di Artigianart e per la competenza del direttore artistico Alessandro Romanini e di chi ci lavora. Non certo per la capacità o la volontà di chi ha amministrato fino a giugno».
Ce l’ha con Lombardi?
«Mi attengo ai fatti: sto prendendo visione solo in questi giorni della situazione. Lombardi&C. non hanno investito, non hanno creduto nel Centro, non hanno stabilito contati politici proficui con il ministero preposto, hanno perso, in corso d'opera, una partnership importante come quella dell’Accademia alle belle arti di Carrara e non hanno neppure garantito la manutenzione ordinaria, vedi lo stato del giardino del convento. Alla fine il Centro si è ritrovato a organizzare solo mostre. Che hanno un senso se inserite in un contesto didattico».
Nel frattempo la foresteria – 25 posti letto – è gestita da una società privata: perché?
«Per il discorso di prima: se non hai fondi economici e persone per fare funzionare una struttura devi affidarti a chi può farlo per te garantendo un’entrata e la possibilità di ospitare gli studenti che partecipano ai corsi. Ed è quello che è stato fatto in questi anni (anche se la foresteria ospita, talvolta, le compagnie protagoniste al Festival della Versiliana e una stanza del Centro è stata subaffittata per corsi di lingua straniera, ndr).
Soluzioni?
«Dobbiamo fare formazione di alto livello, individuare un partner che ci consenta di proporre corsi di eccellenza, com’era nei propositi iniziali di mio padre – Daniele Spina – che è stato il primo presidente del Cav, accedere ai fondi ministeriali ed europei, mantenere una forte collaborazione con Artigianart».
Il suo compenso?
«Zero euro, come i presidenti precedenti».
Il direttore Romanini resterà al suo posto?
«Sì, ha ben lavorato, è competente e serio». (l.b.)
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