Il Teresita: musica solo per i clienti
Lo stabilimento balneare ha dovuto mettere fine alle feste serali dopo la denuncia della Municipale
VIAREGGIO. Lo stabilimento balneare “Teresita”, sanzionato con multa e denuncia dalla polizia municipale per le attività svolte la sera, affida la propria posizione alle parole dell’avvocato Gionata Bonuccelli. «Giova precisare - esordisce il legale - come la proposta commerciale offerta dallo stabilimento balneare fosse rivolta ai clienti del bagno, fruitori dello stesso nelle ore diurne. D'altronde occorre rilevare come l'accesso allo stabilimento, oggetto di contestazione, in ossequio alla normativa vigente (ordinanza sindacale alla mano), non possa in alcun modo essere oggetto di limitazione e/o controllo. In ordine alla somministrazione ed ai servizi resi dal punto di ristoro pertinenziale allo stabilimento balneare non si può esimersi dal rilevare come da sempre lo stesso offra i propri servizi esclusivamente alla clientela dello stabilimento balneare. Nella serate oggetto di verifica viene soltanto ipotizzato che ad usufruire dei servizi dello stabilimento balneare non siano stati esclusivamente clienti dello stabilimento balneare, ma ciò dovrà essere provato nelle sedi competenti e la semplice apertura di un procedimento sanzionatorio è semplicemente un atto prodromico ad un eventuale giudizio che astrattamente potrebbe anche essere archiviato senza strascichi giudiziari. In quest'ottica anche soltanto evocare problematiche circa la revocabilità della concessione demaniale appare assolutamente abnorme».
Su questo punto è stato lo stesso Comando della polizia municipale a ricordare al “Tirreno” che un utilizzo della concessione difforme dalle attività per cui viene rilasciata dà il via alla revoca della stessa.
Ma l’avvocato Bonuccelli ci tiene a ricordare che «l’irreprensibilità della condotta del concessionario non potrà certo essere messa in dubbio sino a che un Tribunale non l'avrà dichiarata, con sentenza passata in giudicato. Peraltro la proprietà dello stabilimento balneare Teresita, nei limiti della legalità, ha sempre cercato di coniugare l'impegno alla promozione di un'offerta turistica degna di una città a vocazione balneare con le ristrettezze normative, le difficoltà interpretative di una normativa talvolta persino contraddittoria, che nel caso di Viareggio sconta addirittura un vuoto normativo e di sicuro perfettibile. Ed il vuoto amministrativo di questi anni non ha certo giovato ad una città che si trova quotidianamente a dirimere controversie tra interessi configgenti (divertimento/silenzio, divertimento/protezione delle aree protette, autorizzazione ad eventi e deroghe e chi più ne ha più ne evochi) che una diversa e più oculata progettualità amministrativa dovrebbe avere già dibattuto e risolto».
Bonuccelli - che è stato anche consigliere comunale - conclude: «La battaglia non è di questo o quello stabilimento. Di questa o quella attività commerciale. Di questo o quell'imprenditore. È la battaglia tra il fare ed il non fare. È una battaglia tra chi è pronto ad investire energie, capitali, risorse umane per creare e chi viceversa è deputato a decidere se tutto ciò che si propone è lecito (ed in che limiti) o meno. È la battaglia della vocazione che vogliamo imprimere alla città. Per usare una parola abusata, è il nostro futuro».
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