Sparatoria di Lido, per l'uomo arrestato cade l'accusa di tentato omicidio
Angelo Riviera resta rinchiuso nel carcere di Lucca ma solo per la resistenza a pubblico ufficiale
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.11884891:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2015/08/04/news/sparatoria-a-lido-di-camaiore-ecco-chi-e-uno-dei-banditi-ricercati-video-1.11884891]]VIAREGGIO. Resta in carcere per il reato di resistenza a pubblico ufficiale, ma cade l'accusa ben più grave di tentato omicidio per Angelo Riviera, il bandito di etnia sinti di 43 anni arrestato sabato al termine di un inseguimento che si è concluso con una sparatoria sulla spiaggia di Lido di Camaiore, in Versilia.
L'uomo, ammanettato fra la folla che lo voleva linciare al termine di un inseguimento a folle velocità dopo un tentato furto in una villa della zona, è stato interrogato nel carcere di San Giorgio dal giudice per le indagini preliminari di Lucca Marcella Spada Ricci e a conclusione dell'interrogatorio il gip ha fatto cadere l'accusa di tentato omicidio in seguito a una contestazione mossa dall'avvocato difensore.
Di fronte al gip Riviera ha dichiarato non solo di non aver sparato ma ha sostenuti che lui e i due complici che sono riusciti a fuggire non avevano con sé alcuna arma. Ora, con il pronunciamento del gip, a carico di Riviera rimangono solo le accuse di resistenza e violenza a pubblico ufficiale aggravata, e lesioni.
"Ha fatto solo poche dichiarazioni spontanee - ha riferito l'avvocato Molinengo di Torino che difende Angelo Riviera -, inoltre anche a causa dello sterno rotto il mio assistito fa fatica a parlare, non ha aggiunto altro".
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