Armiliato divide i fans in una Tosca contestata
Problemi alla voce per il tenore, c’è chi voleva il biglietto indietro. La stagione: verso l’esaurito per gli Spandau, annullato il concerto della Bertè
TORRE DEL LAGO. Lettere ed email di protesta arrivati alla Fondazione (e anche al Tirreno). Argomento delle proteste la Tosca di venerdì sera al Pucciniano.
«Trecento euro buttati nel cesso» ha urlato, con il consueto aplomb apuano, uno spettatore arrivato da Carrara per ascoltare la coppia Dessì-Armiliato. Tutto il finale è stato caratterizzato da applausi e fischi, con il pubblico diviso. Come ai bei tempi della lirica, quando era spettacolo veramente popolare ed il pubblico sanguigno.
Fabio Armiliato aveva già saltato la prima, per poi ripresentarsi venerdì per la Tosca che finiva il programma di luglio. In tre occasioni, divise nei tre tempi, la voce non è uscita, suscitando i buu del pubblico.
Alla fine, quando Tosca scopre che la fucilazione non è falsa e grida «E’ morto», dalla platea è partito anche un «meno male».
In realtà Armiliato – celebre anche per avere partecipato al film di Woody Allen ambientato a Roma – è riuscito a portare a termine l’opera e soprattutto a eseguire con dignità sia «Recondite armonie» che «E lucean le stelle». Per questo alla fine tanti spettatori hanno applaudito, capendo il dramma del grande tenore. Altri, con una certa crudeltà, hanno fischiato anche al momento della ribalta finale.
Silenzio sulle proteste da parte della direzione del Festival. Ma è giusto così, soprattutto se si trattasse di vere questioni di salute. Per molti esperti è invece un problema di logoramento dovuto alla grande carriera.
L’altro agromento del contendere di Tosca è la scenografia. Per qualcuno è una «scemografia» per altri – come hanno ribadito ad Andrea Palestini, consigliere presente in sala, pronto a metterci la faccia – è un’«offesa» al Maestro, visto che l’opera si svolge all’ombra del suo mausoleo.
Ai melomani tradizionalisti il fatto che la scenografia sia stata firmata da Mimmo Paladino, uno dei più grandi artisti italiani, fa veramente poco effetto. Forse era meglio un cascame di magazzino teatralecon Sant’Andrea della Valle ed un palazzo Farnese comme il faut. Fra l’altro sarebbe costato anche meno.
Di sicuro il bello della lirica è questo: libero fischio in libero teatro, parafrasando Sandro Pertini, ma in un’occasione ben più tragica.
Riguardo ai biglietti il teatro venerdì non sembrava pienissimo, ma è figlio anche della giusta lesina in fatto di biglietti omaggio ed entrate di favore (come si diceva un tempo).
«La vendite vanno bene» spiega l’ufficio stampa. E già l’ex presidente Adalgisa Mazza aveva annunciato un 10% in più di prevendite per la stagione in corso.
Su questo fronte da segnalare il doppio esaurito per il Volo – i vincitori di Sanremo –, ma corrono anche bene le prevendite per gli Spandau ballet in quello che è la sezione pop del Pucciniano. Non così si può dire per lo spettacolo di Loreana Bertè che doveva essere di scena il 6 agosto. ma è stato annullato. Teatro troppo grande, difficile riempire i 3400 posti. Peccato per Loredana. Ai suoi tempi d’oro non bastava Bussoladomani per i fans.
Ultima segnalazione, il coro dei ragazzini del Pucciniano è stato protagonista al Teatro del Silenzio nella Turandot in forma di concerto, diretta da Zubin Metha e interpretata da Andrea Bocelli. Complimenti.
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