Ex direttore Asl prende la pensione ma anche lo stipendio
La denuncia di Mugnai (Fi) per il caso sollevato dai revisori dell’azienda che scrivono alla Corte dei Conti
LIDO DI CAMAIORE. La nomina dell’ex direttore generale dell’Asl Versilia, Brunero Baldacchini, a vicecommissario della stessa Asl finisce nel mirino della procura della Corte dei Conti. O meglio: all’attenzione del procura l’hanno messa i revisori dei conti dell’azienda sanitaria versiliese. E a farne un caso, anche politico, ci ha pensato il vice presidente della commissione sanità in regione Stefano Mugnai (Fi).
L’ipotesi sollevata dai revisori? Niente di meno che un danno erariale: l’ex direttore, rimesso temporaneamente in sella dal governatore Enrico Rossi nella delicata fase di accorpamento delle aziende sanitarie toscane con uno stipendio mensile - precisano gli stessi revisori dei conti dell’azienda sanitaria versiliese - di 9.582 euro lorde risulta in pensione. E come da legge dello Stato (il decreto 114 del 11 agosto 2014 convertito in legge il 24 giugno 2014) non è possibile affidare «attribuire incarichi dirigenziali retribuiti - scrivono i revisori - a soggetti collocati in quiescenza». Non solo. «La legge di stabilità per l’anno 2014 - si legge ancora nella lettera dei revisori alla Corte dei Conti, al presidnete della Regione e all’assessore alla sanità - e il d.l. 66 del 24 aprile 2014 hanno stabilito un limite reddituale alle retribuzioni dei dirigenti pubblici, da intendersi anche come accumulo tra trattamento pensionistico e retributivo».
Da qui il dubbio dei revisori: «questo collegio chiede se la nomina del dott. Baldacchini ew la conseguente corresponsione della retribuzione per l’incarico di vicecommissario dell’Asl 12 sia legittima». In calce la firma del presidente del collegio: Gianfranco Antognoli.
I dettagli dell’intera vicenda li fornisce Mugnai (FI) che, letti gli atti, ha deciso di presentare una interrogazione in consiglio regionale. «È successo tutto sotto il sole di luglio - racconta Mugnai - Era giusto il primo del mese quando il Presidente della Regione Enrico Rossi con apposito decreto nominava, secondo l’iter scandito dalla legge di riforma della sanità, i vicecommissari delle dodici Asl toscane. Tra costoro, anche l'ex direttore generale della Asl 12 Versilia Brunero Baldacchini, attualmente in pensione e richiamato a ricoprire l’incarico di commissario in quella stessa medesima Asl. Retribuzione: 9.582 euro lorde mensili. Il collegio dei sindaci revisori della Asl 12 non ha posto tempo in mezzo: il 3 luglio ha fatto partire una lettera, poi finita anche come allegato nella relazione sindacale licenziata il 17 luglio scorso, al governatore Rossi, all'assessore Saccardi, al presidente del Consiglio regionale Giani e anche alla procura della Corte dei conti per chiedere ragguagli sulla legittimità della nomina. Ora io avanzo la stessa richiesta attraverso un'interrogazione».
Mugnai cita i riferimenti normativi ai quali fanno capo le considerazioni dei revisori e che in parte lo stesso presidente della Regione Rossi ha preso in esame per la nomina dei vicecommissari: «La circolare ministeriale interpretativa del l'articolo 5, comma 9, del decreto legge n.95/2012, come modificato dall'articolo 6 del decreto legge n.90/2014 - ricorda Mugnai - afferma che "la disciplina in esame pone puntuali norme di divieto, per le quali vale il criterio di stretta interpretazione ed è esclusa l'interpretazione estensiva o analogica” ed annovera esplicitamente tra gli incarichi il cui conferimento a personale in quiescenza è vietato quelli "dirigenziali o direttivi", stabilendo come "tra gli incarichi vietati rientrano tutti gli incarichi dirigenziali" e "tra gli incarichi direttivi, tutti quelli che implicano la direzione di uffici e la gestione di risorse umane. Vi rientrano, quindi, anche incarichi in strutture tecniche, quali quelli di direttore scientifico o sanitario, che comportano le suddette mansioni"».
Da qui la necessità, per Mugnai di fare piena chiarezza sull’incarico affidato che - da relazione dei revisori - rischia di determinare «l’eventuale insorgenza di danno erariale a carico della Asl 12». E dunque l’interrogazione nella quale il consigliere domanda «se, alla luce della normativa sopra richiamata, la nomina e la conseguente corresponsione della retribuzione sia legittima, atteso il riverbero che tale nomina potrebbe avere sul bilancio aziendale e, per estensione, sui conti della sanità toscana».
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