Il Tirreno

Versilia

Beni al Pucciniano: il no dei revisori del Comune

di Donatella Francesconi

Limberti, Pucci e Suriano rispondono a Palestini, membro del cdi del Festival «La delibera 2006 indica che il teatro rimane di proprietà dell’ente pubblico»

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TORRE DEL LAGO. Il Collegio dei revisori dei conti del Comune (Daniele Limberti, presidente con i colleghi Claudio Pucci e Salvatore Suriano) risponde al consigliere di indirizzo della Fondazione Festival Pucciniano, Andrea Palestini, sulla questione - controversa - della patrimonializzazione della stessa Fondazione. «Di fronte all'affermazione "svista dei revisori dei conti" il Collegio - si legge nella nota - si vede costretto ad intervenire a tutela del proprio operato». Quello che i revisori hanno voluto accertare "in primis" è stata, così viene spiegato, «l'approvazione degli atti relativi all'alienazione del bene immobile Parco della musica dopo 25 anni , ed in ultimo (delibera n.39/2013 del consiglio comunale) l'alienazione dei terreni attigui il Parco della musica, rispondente alla scopo dichiarato - indicato in premessa della stessa deliberazione 31/2013 (consiglio comunale) - di incrementare il fondo di dotazione al fine di evitare che «la mancata ricostituzione del fondo di dotazione entro il 31 dicembre 2013 possa portare al commissariamento o, addirittura allo scioglimento della Fondazione ai sensi degli articoli 25 e 27 del codice civile».

La deliberazione 39/2013 del consiglio comunale - scrivono i revisori - «è sprovvista del nostro parere, peraltro mai richiesto, in contrapposizione con l'osservanza delle norme vigenti. A più riprese, di fronte a proposte sempre inerenti il conferimento al patrimonio della Fondazione di terreni attigui il Parco della musica dopo la concessione venticinquennale del diritto di superficie, sono state avanzate precise richieste agli uffici per acquisire ed esaminare gli atti posti a fondamento di tali decisioni risalenti ad annualità pregresse, per verificare se il consiglio comunale ne avesse con qualsivoglia atto autorizzato il conferimento, stante nella fattispecie la sua competenza esclusiva. Indipendentemente dalla opportunità o meno di alienare proprietà pubbliche a favore della Fondazione da parte del Comune, il quale aveva già assolto i propri obblighi con la sottoscrizione del fondo di dotazione e nulla più, ed in presenza dell'accertato dissesto tuttora in via di quantificazione e di esplorazione da parte dell'Organismo straordinario di liquidazione, l'interesse primario ed esclusivo del Collegio è stato finalizzato al momento semplicemente a conoscere con quale atto il consiglio avesse approvato il trasferimento della proprietà dell'immobile e dei terreni, in assenza del quale i provvedimenti successivi appaiono viziati per inosservanza di quanto prevede l'articolo 42 lettera f) del Tuel».

Il dirigente dell’area demanio e verde pubblico interpellato dai revisori, «ha inviato un nota esplicativa datata 15 maggio 2015, nella quale elenca ben 17 atti che sono stati oggetto di esame ed approfondimento. Nell'elenco inviato, conservato in atti, non figura la delibera del consiglio comunale 20/2006 citata da Palestini. Per cui il Collegio non poteva trarre conclusioni diverse da quelle illustrate nel verbale 55 del 4 giugno scorso».

Una volta esaminata la suddetta delibera, la stessa - scrivono i revisori - «autorizza la costituzione del diritto di superficie trentennale, ma non autorizza al termine il conferimento al patrimonio della Fondazione dell'immobile Parco della musica, che resta ovviamente di proprietà del Comune, difformemente invece da quanto si afferma nell'articolo 3 della Convenzione del 16 aprile 2005. Le delibere autorizzano la costituzione di un diritto di superficie e la convenzione invece prevede il conferimento al patrimonio della Fondazione Festival Pucciniano del Parco della musica assieme alla proprietà dei terreni su cui sorge. Per cui, se non esistono altri atti al di fuori di quelli inviati dal dirigente e quello segnalato dall'articolo, le conclusioni avanzate dal Collegio non possono dar luogo a qualsiasi rilievo o contestazione».

Ciò detto, concludono i revisori, «le conclusioni che sono state esplicitate nel verbale 55 del 3 giugno e del 3 luglio scorso conservano piena validità. Compresa la riserva di stabilire quali iniziative il Collegio debba assumere a tutela delle responsabilità personali dei propri membri. E se di "svista si deve parlare" la stessa andrebbe ricercata in altre direzioni».

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