Il Tirreno

Versilia

Viareggio e la veloce nuotata del Duce alla Salute

Adolfo Lippi
Viareggio e la veloce nuotata del Duce alla Salute

Mussolini visitò la città il 24 luglio 1937: c’era anche Edda. Ma Benito non amava Viareggio: troppo mondana e libera

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VIAREGGIO. La lunga giornata particolare di Benito Mussolini, detto “il Duce”, a Viareggio avvenne il 24 luglio 1937. A Viareggio già abitavano il genero, Galeazzo Ciano e la moglie Edda, figlia primogenita e prediletta di Benito, che tenevano con sé i figlioletti. Ma non fu quella di Mussolini una giornata da nonno. Fu una giornata rapida, intensissima. Che benissimo spiegò i gusti balneari del duce, popolari, austeri, machi come adesso si dice; e all’opposto mise in mostra tutta la mondanità festaiola dei Ciano, arrendevoli ai piaceri, ai balli, alle sfilate di moda. Edda amava il cinema hollywoodiano, Ciano era irrimediabilmente contagiato dal clima inglese. Profondo fu anche a Viareggio il disaccordo tra le due famiglie. E non a caso da quell’estate in poi Ciano entrò in collisione con il suocero e le cose poi, a guerra perduta, terminarono nel dramma con la fucilazione di Galeazzo ordinata da Mussolini a Verona. L’estate del ‘37 era e fu però radiosa. La guerra di Spagna andava bene per i fascisti, Ciano trattava un patto con gli Inglesi, i tedeschi erano più che amici ormai saldi alleati, il conflitto mondiale sembrava scomparire nell’aria calda delle vacanze estive.Ciano aveva una bella casa a Ponte a Moriano. Era del babbo, l’ammiraglio Costanzo, eroe di Buccari, ricco e potentissimo. A Livorno s’era impossessato della collina di Montenero ed aveva immaginato lì la propria sepoltura in un mausoleo ridondante. Un altro monumento gigantesco gliel’avevano innalzato a Genova. A Viareggio aveva invece comprato una villa al Marco Polo; davanti gli facevano costruire una terrazza luminosa, ampia, diritta, che avrebbe poi preso il suo nome. Oggi è intitolata alla “Repubblica”. Qui Galeazzo nel ‘37 decise di venire a far le bagnature. Lui preferiva il golf dell’Acqua Acetosa a Roma e le tante donnine che gli si offrivano. Edda, la moglie, invece s’era fatta un buon ritiro a Capri. Lei amava la spiaggia di roccia, indossava solitamente un bikini molto stringato (tant’è che una volta Galeazzo la portò in cabina e la prese a schiaffi), vestiva dal sarto fiorentino Emilio Pucci. Però a Viareggio era più guardinga poiché c’erano molti spioni in giro eppoi la suocera Ciano la faceva seguire. Quale meraviglia in quegli anni, Viareggio! Era davvero la capitale del bel mondo. Vi sono filmati illuminanti: i gerarchi danzano al Principe di Piemonte in abiti di lino bianchi, le dame in lungo prezioso. Poche le camice nere. Pochissimi i tedeschi. Tanti invece gli inglesi, tra i quali molta nobiltà eppoi c’è l’intera colonia dei principi Savoia. Galeazzo Ciano era già stato in città nell’agosto del ‘35. Aveva inaugurato la nuova stazione ferroviaria, gusto Michelucci. Eppoi aveva presenziato alla consegna dei Premi Letterari “Viareggio”, sua creatura assieme alla Fiera del Libro. .

La villa dopo il Principe (che poi sarebbe stata Barsanti ed ora Lazzerini), era liberty, fregiata, leggera, frivolissima, nulla a che fare con l’edilizia di regime.. Anche Edda smaniava con “tenera è la notte” di Scott Fitzgerald, sebbene il padre la spedisse spesso in Germania ad affascinare Hitler, lei era bella e perduta come voleva la moda anglosassone, era dedita al bere, gustava champagne, soprattutto aveva (lo confesserà lei stessa) il vizio irrefrenabile del gioco. Sono state anche pubblicate le sue richieste di continui sussidi all’amministrazione del “Popolo d’Italia” giornale di famiglia, sussidi generosamente concessi su firma del principale, che era il babbo.

Il 24 luglio del ‘37 Mussolini atterra alle 7 e mezzo del mattino all’aereoporto di Peretola. Da lì si sposta a Firenze, visita l’Accademia Aereonautica poi presenzia l’esercitazione della scuola dei Carabinieri. In volo, poi, si fa portare a Pisa dove visita uno stabilimento aereonautico. Alle 11 è in macchina a Viareggio. Dove c’era Edda ad attenderlo. Dove? C’è chi dice che il Duce fu ospitato brevemente nella villa liberty, c’è chi dice che gli fu preparata una camera al Royal. Mussolini annusava un’aria che non gli confaceva. Il villino Ciano, così dolce, accogliente, privato, sicuramente non era l’edificio fascista consono al Capo. Neanche questo poté entusiasmarlo. Poi Viareggio era una località sospettata. Non passava mese che non apparissero scritte antifasciste sui muri e cartelli sovversivi in pineta. Molti erano stati gli arrestati, molti i pestati. Lamberto Manfredini, Scipione Ceragioli, anni prima, erano stati messi in prigione perché uscivan la sera non osservando l’obbligo del coprifuoco per gli antifascisti. Però Mussolini aveva a Viareggio un amico della prim’ora ed era il commediografo Gioacchino Forzano, patron di “Pisorno”. Fu Forzano a trarlo dall’imbarazzo della accoglienza viareggina. Lasciò che il Duce, affittato un costume al bagno “La Salute” (davanti al Royal) si tuffasse con vigorose bracciate (tra una folla osannante che lo seguì coi patini), eppoi, una volta asciutto, lo mise in macchina e lo condusse a Tirrenia dove assisté alle riprese di un film. La giornata particolare fu così brevissima, poco significante, non appartiene alla storia. Epperò merita rammentarla perché mise in evidenza le contraddizioni forti del fascismo: da una parte populista e proletario, dall’altra moderno, occidentale, deliziosamente decadente e decò. Mussolini, si sa, preferì sempre Riccione e le colonie marine. Ciano ed Edda preferirono Viareggio, il lusso borghese, la quieta poesia della pace versiliese. E lei tornò anche dopo la guerra, sempre con Emilio Pucci.

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