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Rifiuti, un impianto alla Migliarina per l’organico
Viareggio: quindicimila tonnellate l’anno nel progetto che Sea risorse sta valutando con la Regione. Investimento da 4 milioni
VIAREGGIO. Raccolta differenziata “spinta” è la parola d’ordine del sindaco Giorgio Del Ghingaro che molto ha sperimentato, in questo senso, a Capannori dove si è avvalso dell’esperienza di Alessio Ciacci, suo assessore all’ambiente, esperto di strategia “rifiuti zero”. I tempi sono stretti. Non solo per la necessità di far marciare le linee del programma di mandato, ma anche perché nel futuro imminente del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti c’è la nuova gara. Quella che è necessario iniziare a disegnare da subito, visto che il contratto tra Comune e Sea ambiente scade nel 2017. Uno scenario che si intreccia con la possibile gara per il gestore unico di Ato costo rifiuti. Intanto, però, è necessario scegliere.
Anche e soprattutto tenendo conto degli impianti sul territorio. Che non sono pochi per le due Sea: Pioppogatto, la Morina, via Poggio alle viti, l’impianto in zona “ai Cosci” (Migliarini), quello di via Comparini e quello di smaltimento fanghi nello stesso quartiere. Al quale si potrebbe affiancare, nel giro di poco tempo, un impianto di trattamento dell’umido per il quale Sea risorse sta facendo tutti i passi necessari con la Regione. Che – spiega l’amministratore delegato di Sea risorse, Alberto Corsetti – «ha chiesto la Valutazione di impatto ambientale». Con il codigestore, continua Corsetti, «l’azienda supera il trasporto e conferimento a Montemurlo», all’impianto di Publiamebiente che a Viareggio e Camaiore è socio di Sea ambiente.
Quindicimila le tonnellate l’anno da trattare nell’impianto che vedrà la luce a Viareggio per un investimento totale di quattro milioni. Una quantità che – a detta di Corsetti – «regge anche nell’ipotesi di porta a porta spinto che il sindaco ha annunciato».
Il codigestore sorgerà dentro l’area del depuratore, dove è già in funzione l’impianto di trattamento dei fanghi e creerà un bel traffico per il quartiere: «Ma l’area regge l’impatto con la struttura ed il suo lavoro», assicura Alberto Corsetti. Intanto, però, c’è da superare la fase delle autorizzazioni. Perché Sea risorse, è ancora l’amministratore delegato a parlare, «è autorizzata al trattamento del verde (composto prodotto alla Morina, ndr) ma non dell’umido». Ed è un anno che ha avviato l’iter per ottenere il via libera a questa attività.
Anche questo i vertici di Sea spiegheranno ad Alessandro Pesci, assessore all’ambiente già vice presidente della “Quadrifoglio”, azienda dei rifiuti di Firenze, che a Sea risorse ha appena chiesto un incontro da tenersi a breve. Pesci ha iniziato ad esaminare, da subito l’insediamento, ile carte del botta e risposta tramite legali tra Ato costo rifiuti, Comune, avvocati di Sea risorse, azienda in parte privatizzata nel 2003 mediante gara vinta dal gruppo di Paolo Del Pistoia. Botta e risposta legato al fatto che mentre il contratto tra Comune e Sea ambiente scade nel 2017, quello di Sea risorse va avanti fino al 2050. Un impegno che Ato ha giudicato illegittimo ma che Sea risorse rivendica.
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