Il Tirreno

Versilia

Lecciona senza bagnini i turisti se ne vanno

di Donatella Francesconi
Lecciona senza bagnini i turisti se ne vanno

L’allarme dei campeggiatori: la clientela ci annuncia che non tornerà La Cgil sollecita l’incontro chiesto alla Prefettura per una soluzione in agosto

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VIAREGGIO. La pioggia non ha cancellato il “caso” Lecciona. Ieri pomeriggio la spiaggia libera più frequentata della Toscana era di nuovo affollata di bagnanti. Ai quali vigilanza e salvamento non sono garantiti. Così ha scelto l’amministrazione del sindaco Del Ghingaro, a fronte dei 45.000 euro stanziati dal commissario prefettizio, Valerio Massimo Romeo, e destinati ai bagnini pagati con parte dell’importo della tassa di soggiorno. «Si lasciano migliaia di persone in balia di loro stesse sul mare...Che dire: c'è una questione oggettiva, morale…Non si può lasciare alla sorte e al caso cosa accade su quel tratto di arenile…Non si può cavarsela col dire "sono previsti i cartelli e questo basta…. Perché i nostri clienti ogni ci dicono che qui non torneranno più». La voce è quella di Michele Montemagni, presidente di “Assocamping”, che da mesi pone la questione, apparentemente risolta dal commissario prefettizio con l’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato inviato al ministero dell’interno, ma poi tornata in alto mare (è il caso di dirlo) con l’insediamento della Giunta Del Ghingaro. Irremovibile nel sostenere che «sono sufficienti i cartelli». Quelli previsti dall’ordinanza della Capitaneria di porto, con l’obbligo di essere «ben visibili agli utenti», oltre che sottoposti a «frequenti ricognizioni, tese a verificare la permanenza in sito dei cartelli installati all’inizio della stagione balneare, provvedendo al loro ripristino non caso siano stati divelti, rimossi o resi illeggibili».

Un giro, ieri, con tanto di foto ha permesso di inquadrare la situazione: la cartellonistica è solo all’inizio dei camminamenti, lato pineta. Chi arrivi alla Lecciona dalla spiaggia non li incontra. E non solo: a fronte del vecchio cartello che indica l’assenza di personale di salvataggio, ne è stato apposto un altro, sbiadito ed in controluce relativo al limite delle acque sicure. La domanda è inevitabile: per la Capitaneria tutto ciò è sufficiente al rispetto dell’ordinanza?

I bagnanti, inoltre, segnalano come sia difficile identificare i numeri dell’ex postazioni dei bagnini, indispensabili per localizzare le eventuali richieste di soccorso, su un territorio tanto vasto.

«Ho postato una foto "buongiorno dalla Versilia" su Facebook e la risposta è stata - continua lo sfogo di Montemagni - "Vista da lontano". La nuova amministrazione ha il compito di fare fronte ad una situazione molto pesante. Ci sono gravissime responsabilità del passato e chi ne ha colpa deve essere sanzionato. Questa amministrazione è in grado di farlo? Lo dica...».

Massimiliano Bindocci, responsabile della Cgil Versilia, torna a far sentire la voce di un sindacato che alla vicenda ha presentato sempre la massima attenzione: «La questione della sicurezza deve essere affrontata subito, garantendo almeno nelle ore di punta nel mese di agosto un servizio di sorveglianza, ed anche una maggiore attenzione alla manutenzione ed all'igiene. Insomma ci sono cose che non possono aspettare. La zona della Lecciona è soggetta anche a maggiori correnti nel mare, confidare sulla sorte scommettendo che tutto andrà bene ci sembra molto audace e poco responsabile. Anche ammettendo che la cartellonistica sia una risposta sufficiente agli obblighi di legge, il compito di una amministrazione non può essere solo quello di limitarsi a fare quello che la legge prevede. Ad oggi abbiamo in piedi una richiesta di incontro alla Prefettura, in cui abbiamo chiesto la presenza oltre che del Comune anche della Capitaneria. Adesso la solleciteremo, perché la sicurezza delle persone è troppo importante».

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