Meteo
Tallio: dieci mesi, nessuna soluzione
Esplode la rabbia dei cittadini durante l’assemblea al Pollino Le cause? Solo ipotesi. E restano i divieti e la paura
PIETRASANTA. Dieci mesi dopo è il solito film: il tallio che esonda nell’acqua potabile dei pietrasantini appare e svanisce senza un perché.
Forse è tutta colpa delle tubature che rilasciano particelle del metallo pesante. Forse è la pressione dell’acqua a favorirlo. Forse l’inversione dei flussi. Forse il ph. Forse si annida beffardo chissà dove. Forse.
Dieci mesi dopo i primi allarmi lanciati da Valdicastello è sempre lo stesso copione: il cittadino che si arrabbia, urla, reclama chiarezza. È accaduto martedì sera alla Capannina del Pollino dove erano presenti un centinaio di persone ad un’assemblea chiesta dalla frazione e promossa dall’amministrazione. Ma Gaia che risponde senza convincere, Asl si trincera dietro l’attesa dei risultati dello screening in corso, l’Autorità idrica Toscana che si defila sullo sfondo di un’emergenza che intossica l’organismo e i pensieri di migliaia di famiglie. In scia ad ogni divieto di bere acqua – l’ordinanza ad oggi riguarda 540 utenze – restano sfiducia, rabbia, timore. E risposte che non ci sono. Sicuramente ci sono stati tanti errori da settembre ad oggi. O, come si teme, negli ultimi decenni. Perché il rischio che a Pietrasanta sia stata bevuta da 30, 40 anni acqua esposta al tallio è concreto.
«Non siamo delle cavie, con le vostre procedure sbagliate sulla nostra pelle» hanno gridato alcuni, martedì, quando il confronto tra cittadini, Comune – rappresentato dal vice-sindaco Daniele Mazzoni e l’assessore Simone Tartarini - Asl e Gaia (nel mirino dei presenti) si era fatto immediatamente acceso. Non c’era alcun referente del Cnr di Pisa (perché non invitare ufficialmente la dottoressa Emilia Bramanti , residente di Valdicastello e che ben conosce la materia? ndr), non c’erano gli studiosi dell’Università delle Scienze della terra di Pisa, i primi a rintracciare il tallio a Valdicastello: o meglio c’erano fra il pubblico in quanto invitati dai comitati.
Da dove viene. C’è una domanda che è rimbalzata martedì al Pollino. «Ma perché oggi abbiamo il tallio e a novembre, stando ai vostri controlli non c’era?» chiedono in molti. Lo provano a spiegare, i referenti di Gaia (presenti gli ingegneri De Martino, Della Santa, Dell’Innocenti). «L’acqua in entrata è pulita, probabile che il tallio sia nelle condutture e quando si accentua la pressione o si invertono i flussi delle particelle si staccano». Probabile. «Qual è la soluzione?» incalza una residente di zona. «Sostituire le tubature» fa sapere Mazzoni mentre Gaia annuncia il prossimo via dei lavori sulla rete idrica in via Sarzanese.
Tubature di casa. «E i vecchi tubi che arrivano alle nostre abitazioni sono anch’essi a rischio tallio?» rilancia un abitante del Pollino. Gaia la butta lì. «Si, è possibile la contaminazione dove le condutture interne sono in ferro zincato, meno probabile se in polietilene. Dovranno essere fatti campionamenti come accaduto a Valdicastello e, nel caso, procedere con i lavaggi». A Valdicastello, ad oggi, giusto per ricordarlo, centinaia di famiglie, vuoi perché l’acqua potabile fuoriesce bollente, vuoi perché torbida e vuoi per sfiducia palese, si affidano a bottiglie in acqua e cisterne per l’uso quotidiano.
Dimettetevi. E proprio dal Comitato di Valdicastello – in primis dal presidente Luigi Pelliccioni – sempre martedì scorso è arrivata una missiva ai rappresentanti di Gaia. «Dovete dimettervi, vergognatevi. Ma come si fa ad affidare questa emergenza a chi questa stessa emergenza l’ha creata? Come possiamo avere fiducia in questi dirigenti, tecnici e compagnia cantante che d in 10 mesi non hanno saputo dare risposte, sono superficiali ed approssimativi e con le loro procedure hanno diffuso il tallio da Valdicastello fino ad oggi al Pollino».
Pollino. «Nella nostra zona – chiede un’altra residente del Pollino – l’acqua è sempre arrivata dall'acquedotto di Valdicastello: perché non avete fatto controlli immediati?». Punto di domanda che, come nebulizzato dall’afa di una notte d’estate collerica, resta senza una vera e propria risposta. Del resto nessuno sa, ad oggi, quanto durerà l’emergenza e quanto bisognerà attendere per la revoca del divieto. 10 mesi dopo non ci sono più certezze. Eccetto una: il tallio scorre silente e pericoloso nella rete idrica di Pietrasanta.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
