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Carrista e mamma? Impossibile Lo sfogo di Eleonora Francioni

Carrista e mamma? Impossibile Lo sfogo di Eleonora Francioni

VIAREGGIO. Mamma e carrista? Non sono compatibili. L’amara considerazione è di Eleonora Francioni, giovane talento della cartapesta (e una delle rare donne impegnate nel Carnevale) esclusa dalla...

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VIAREGGIO. Mamma e carrista? Non sono compatibili. L’amara considerazione è di Eleonora Francioni, giovane talento della cartapesta (e una delle rare donne impegnate nel Carnevale) esclusa dalla Fondazione per l’edizione 2016 del Carnevale.

«Negli ultimi due anni - scrive Eleonora - non ho sfilato con una mia mascherata perché nel 2014 ero incinta ed il secondo anno mamma di un bimbo che allattavo di 6 mesi. In entrambi i casi la mia situazione era inconciliabile col lavoro di costruttore dato il rischio chimico dei materiali e il rischio biologico negli hangar. Ho tutelato la salute di mio figlio. Potrei fermarmi già qui, ma dato che le ovvietà non bastano, per il Carnevale 2014 e per il Carnevale 2015 sono stata comunque presente al Carnevale come autrice dei Burla Premi per le cerimonie di premiazione.

Negli ultimi due anni, vista la mia condizione, ho chiesto di poter lavorare con progetti alternativi e sia Pozzoli che il presidente Pasquinucci a parole si sono resi disponibili; col commissario era in programma un progetto col Meyer mai realizzato e con Pasquinucci un corso di cartapesta ideato da me per le nuove leve, il progetto fu protocollato in Fondazione e presentato in Provincia.

Premesso ciò, la mia non è stata “una scelta” ma la normalità dato che l'alternativa sarebbe stato far realizzare la mascherata ad altre maestranze e firmarla al posto loro contravvenendo ad una regola esplicita del bando.

Io sono l'unica donna che abbia mai firmato da sola dei carri del Carnevale di Viareggio in concorso, questo perché l'ambiente è sempre stato favorevole al sesso maschile ed anche questa situazione lo dimostra.

La scelta di escludermi dopo un periodo di stop obbligato per gravidanza e allattamento è molto grave e mi fa vergognare per loro. Per cercare di venire incontro alla Fondazione ho presentato anche un lavoro non in concorso, una nuova serie limitata di Burla Premi. Già in passato alcuni miei colleghi hanno partecipato per anni fuori concorso per poi rientrare, non vedo perché si vogliono fare diversi pesi e diverse misure. E' curioso inoltre che se si parla di promozioni, i tempi sono biblici con bandi biennali e triennali e congelamenti vari ma se si parla di aventi diritto si guarda solo l'ultimo anno dimenticando il curriculum e l'esperienza maturata negli anni.

Se è vero che i costruttori non sono dipendenti e non hanno diritto a nessun contributo a sostegno del reddito per maternità, è anche vero che ci sono delle regole che non hanno bisogno di esser scritte. Quando una donna rimane incinta ed è impossibilitata a lavorare con un lattante deve conservare il posto di lavoro perché in questo caso di quello si tratta. La mia unica colpa in questi due anni oltre a esser rimasta incinta è stata quella di aver fatto risparmiare alla Fondazione oltre 60mila euro considerato anche il taglio subito nel 2013 sui Burla premi. Se ho seguito a distanza le varie vicissitudini pur non lasciando mai l'Assocostruttori è solo perché ho voluto dedicarmi esclusivamente al ruolo di mamma.

Sarebbe stato più onesto escludermi per mancanza di fondi.

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