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Pucciniano, gli artisti aspettano i pagamenti 2014

di Donatella Francesconi ; di Donatella Francesconi
Pucciniano, gli artisti aspettano i pagamenti 2014

Assolirica: si chiedono tagli ai cachet ma ancora non si vede quanto dovuto Per il 2015 chi salirà sul palco vista lago vedrà il compenso tra sette mesi

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VIAREGGIO. Ad una settimana dalla prima il "caso" Pucciniano diventa nazionale. Con l'intervento dell'Associazione nazionale artisti della lirica (Assolirica) che ha sede a Verona e scrive al sindaco Del Ghingaro, al presidente della Regione e a quello della Provincia. Per denunciare che a fronte delle «richieste di decurtazione dei cachet sino al 50% ai colleghi artisti impegnati nella realizzazione dell'edizione che si aprirà neiprossimi giorni, con modifiche alla programmazione, e dopo che sono stati sottoscritti i contratti e che ne è stata data esecuzione, senza alcuna comunicazione ufficiale e mentre gli artisti in oggetto sono già in fase avanzata di produzione» è noto che «molti degli artisti non hanno ancora ricevuto il pagamento delle loro spettanze per l'edizione passata del Festival». Come si può pretendere dunque - chiede Assolirica - «che si accettino condizioni contrattuali peggiorative quando non si giunge nemmeno al saldo di spettanze dell'anno scorso? Questo ritardo è inaccettabile e lesivo della figura professionale dell'artista lirico e potrebbe motivare azioni di accertamento presso le autorità competenti riguardo la presentazione dei bilanci consuntivi della Fondazione e le voci di spesa relative ai costi artistici in relazione ai finanziamenti pubblici già erogati».

Le giustificazioni al quadro così sintetizzato - ricorda l'associazione - «sarebbero nel mancato conferimento di un finanziamento, non confermato, da parte del Comune. Se ciò fosse vero, non possiamo non osservare che sarebbe stata opportuna una maggiore considerazione della disponibilità degli artisti impegnati, visto che gli stessi hanno già accettato un pagamento delle spettanze 2015 a sette mesi per venire incontro alle difficoltà del Festival. Questa mancanza di considerazione verso gli artisti e la loro dignità professionale lede ogni prerogativa iniziale di eventuali accordi postumi relativi ai compensi». Il dubbio, inoltre, è quello che «la mancata accettazione di condizioni peggiorative sia pretesto per eventuali azioni di contestazione della resa artistica e conseguenti proteste. Questa eventualità sarebbe inaccettabile e contrastata duramente con ogni mezzo disponibile». Secondo Assolirica - che ha scritto anche a Presidenza del consiglio dei ministri e ministero dei beni culturali, inoltre, «eventuali difficoltà economiche andrebbero ripartite fra tutte le maestranze artistiche e amministrative» .

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