Gli industriali di Lucca, Pistoia e Prato a Villa Ariston
LIDO DI CAMAIORE. Gli imprenditori soci delle Confindustrie di Lucca, Pistoia e Prato hanno scelto la Versilia e Lido di Camaiore nell’ambito di una delle tappe di “avvicinamento” tra le tre diverse...
LIDO DI CAMAIORE. Gli imprenditori soci delle Confindustrie di Lucca, Pistoia e Prato hanno scelto la Versilia e Lido di Camaiore nell’ambito di una delle tappe di “avvicinamento” tra le tre diverse realtà associative territoriali. Villa Ariston ha infatti ospitato un incontro all'insegna dello slogan "Integrarsi, rinnovarsi, crescere".
«Ci ritroviamo - dichiara Cristina Galeotti, Presidente di Confindustria Lucca - in un’ulteriore tappa del nostro cammino aggregativo. Naturalmente il percorso che abbiamo iniziato è complesso, ma non ha alternative: unicamente con la riduzione e l’accorpamento delle numerose associazioni esistenti nel sistema confederale si può realizzare l'ottimizzazione dei costi, costruire servizi più efficienti, avere maggior peso in Confindustria ed essere in grado di rispondere meglio alle esigenze delle imprese. Non possiamo non cogliere l’opportunità che questa sinergia può offrirci, al fine di partecipare al processo di sviluppo del nostro territorio, contribuendo all'affermazione di un sistema industriale che dovrà essere sempre più innovativo, internazionalizzato, che considera l'Europa come proprio ambito domestico e il mondo come proprio baricentro di mercato».
L'incontro è anche l'occasione per "pesare" la consistenza del settore industriale nelle tre province nel contesto toscano.
Riguardo al valore aggiunto, nell'area Lucca-Pistoia-Prato i settori industriali più rilevanti, con quote superiori al 20% del totale della Toscana, sono le costruzioni (26,6% del totale regionale), il manifatturiero in generale (25,2%) ed i servizi (22,3%). Performance di tutto rispetto nell’export: sempre citando solo le quote superiori al 20% del totale della Toscana, si segnalano il cartario (86,6% del totale regionale), le macchine per l’industria, che includono macchine per il cartario, il tessile e l’alimentare (53,5%), i mezzi di trasporto (29,3%), la moda (28,4%), la gomma-plastica (25,7%), gli apparecchi elettrici (22,2%) e l'alimentare (21,8%).
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