Il Tirreno

Versilia

Viareggio Porto, nuova cordata Il Comune: a noi il controllo

di Donatella Francesconi
Viareggio Porto, nuova cordata Il Comune: a noi il controllo

L’adunanza dei creditori è stata fissata dal giudice per il 29 ottobre Tra i nomi degli interessati spunta anche quello del cantiere navale Azimut

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VIAREGGIO. «Mi auguro che l’adunanza dei creditori sia fissata il più tardi possibile per avere più tempo...» dichiara Giorgio Del Ghingaro incontrando i giornalisti nel “giorno delle domande” che il sindaco ha stabilito come unica forma di comunicazione faccia a faccia con il mondo dell’informazione. Il tema è quello della Viareggio Porto, in concordato come da decreto del giudice Lucente in data 15 luglio. Il tempo del quale Del Ghingaro ha bisogno è quello necessario « cercare un accordo con coloro che sono interessati a partecipare alla gara». La società anglo-svizzera che ha presentato l’offerta sulla quale si base il concordato, ma anche «il gruppo di professionisti che si sono fatti avanti in rappresentanza di alcuni imprenditori», come spiega lo stesso sindaco.

L’adunanza dei creditori. In realtà, è già stata fissata: per il 29 ottobre. Con la celerità caratteristica fin qui delle scelte fatte in materia dal giudice Giacomo Lucente. Una volta avuto il via libera dai creditori, espletati i rimanenti passaggi formali, la Viareggio Porto andrà sul mercato ad evidenza pubblica. «Il Comune - annuncia Del Ghingaro - lavorerà per avere il controllo della società tramite gli atti di gara, anche se il Comune non potrà avere quote di partecipazione». Resta da capire, dunque, se le cordate che si faranno avanti intenderanno o meno garantire all’Ente pubblico una forma di controllo. Con l’incognita di un’evidenza pubblica che potrebbe veder vincere anche chi, invece, quella garanzia non abbia ritenuto di darla. «Imprescindibili per l’amministrazione comunale - continua il primo cittadino - sono la serietà e la solvibilità di chi vorrà chiedere un appuntamento e partecipare alla gara».

Tra questi - ormai in porto se ne parla apertamente - vi sarebbe il cantiere navale Azimut. Che già all’epoca della gara per la vendita delle azioni della Viareggio Porto (2007) aveva valutato una partecipazioni che poi non è stata. In casa di Azimut, ad inizio 2015, si è tornati a valutare, insieme ad altre aziende della nautica viareggina, il progetto di ampliamento del porto a Ponente. Che potrebbe essere la variabile vincente (marchio della nautico più fondi di investimento, è l’ipotesi) per chi si candida oggi all’acquisto di una società che non vale (per una serie infinita di ragioni) quanto viene proposto. Insomma, chi acquista - così si va dicendo in Darsena - «compra un sogno». Che l’amministrazione Del Ghingaro potrebbe candidarsi a realizzare.

Centro congressi. Sul futuro dei lavoratori che il 30 settembre saranno senza lavoro come da lettera inviata da tempo dal liquidatore. Del Ghingaro così si è espresso: «Il Comune non è il liquidatore che potremmo anche revocare...». Intanto, però, i dipendenti si sono riuniti in assemblea con i propri referenti sindacali e hanno rinnovato la richiesta di un incontro urgente all’amministrazione e al sindaco. In ballo c’è il loro futuro, ma anche conoscere quando il sindaco e la Giunta intendono fare sul fronte della mobilità tra società partecipate alla luce del dissesto. (d.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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