Il Tirreno

Versilia

Preso l’uomo che ha investito il ciclista

di Matteo Tuccini
Preso l’uomo che ha investito il ciclista

Pensionato ucciso di fronte all’Euronics: è stato il conducente dell’auto coinvolta a telefonare alla polizia municipale

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VIAREGGIO. La fuga del pirata è durata poche ore. Forse il tempo di riflettere. Fatto sta che è stato lui stesso a telefonare alla polizia municipale, che gli era ormai alle costole. Gli agenti, perciò, sono andati a casa sua: lo hanno prelevato e portato al comando, dove l’uomo ha detto la sua verità. E cioè che ha investito lui Alberto Cinquini, 78 anni, il ciclista morto per le conseguenze dell’incidente di martedì pomeriggio di fronte all’Euronics.

L’incidente. Sono passate da poco le 17,30 quando Cinquini viene trovato riverso a terra, sul pezzo di strada del quartiere Varignano che dalla via Aurelia sud porta a largo Risorgimento. Il pensionato stava tornando da Bicchio, dove aveva lasciato in una carrozzeria l’auto danneggiata in un incidente avuto la mattina (terribile segno del destino). È già in condizioni gravissime, ma non si riesce a capire cosa sia accaduto a lui e alla sua bicicletta. Qualcuno ha visto un’auto di colore nero che ha avuto un impatto con la bici, ha rallentato, e poi si è allontanata. Sul posto intervengono ambulanza e automedica del 118, che trasportano Cinquini al pronto soccorso del “Versilia”. Ma le sue condizioni, come detto, sono critiche. E intorno alle 20 il suo cuore cessa di battere.

Le indagini. La polizia municipale ascolta i primi testimoni, gente che ha soccorso l’anziano. Inizialmente si pensa a un malore come possibile causa della caduta dell’uomo: la bici, tra l’altro, sembra intatta. Poi agli agenti viene riferito dell’auto nera, probabilmente una Dacia, che si è fermata un attimo e poi allontanata. E si scopre che qualcuno è riuscito a leggere parte della targa. A quel punto la municipale fa scattare le ricerche negli archivi elettronici in suo possesso. E per eliminazione si arriva pian piano a una rosa di nomi.

La confessione. In serata i vigili stringono il cerchio. Dopo una serie di appostamenti al Varignano, scattano i controlli sulle auto in sosta. In quel momento arriva al comando la telefonata dell’uomo. Si chiama Marco Simonetti, ha 64 anni e abita nel quartiere Allende. Agli agenti confessa di essere lui il conducente della Dacia, e conferma che non si è trattato di un malore, ma di un incidente. Si giustifica che aveva un impegno urgente, una visita medica. Gli agenti lo vanno a prendere a casa e lo portano al comando. Dopo averlo ascoltato fino a tardi, controllano il suo veicolo. E scoprono che ha un’ammaccatura sulla portiera destra, lato passeggero. L’uomo viene indagato per omicidio colposo - una prassi negli incidenti mortali - e per omissione di soccorso.

Un incrocio pericoloso. La dinamica esatta dell’impatto è ancora all’esame della municipale. Resta, quello della zona dell’Euronics, un incrocio ad alto rischio. Intanto per come è fatto: difficile trovare in altre città un percorso tortuoso come questo, che costringe a pericolose svolte - con obbligo di dare la precedenza agli altri veicoli - se lo si vuole fare per andare dal cavalcavia al largo Risorgimento. E proprio il punto dell’incidente - il lato dell’Euronics che guarda verso monti e che incrocia con via della Vetraia e la zona dell’ex Italmaco - è uno dei più critici. Primo, perché le auto che arrivano dal cavalcavia per immettersi lì devono stare attente ai veicoli che arrivano in direzione opposta. A complicare le cose, la presenza delle strisce pedonali, la visibilità ridotta dalle auto lasciate in sosta a casaccio e l’ulteriore immissione di auto dalla stessa zona della Vetraia. Un vero caos.

(ha collaborato Roy Lepore)

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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