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Versilia

Boom di tossicodipendenti Sono schiavi di mix letali

di Matteo Tuccini
Boom di tossicodipendenti Sono schiavi di mix letali

Duecento nuovi casi nel giro di due anni presi in cura dall’Asl: quasi tutti vittime dell’abuso di più generi di droga. E tra gli alcolisti aumenta il numero delle donne

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VIAREGGIO. Più di duecento nuovi tossicodipendenti presi in cura dall’Asl nel giro di due anni. Ma soprattutto un aumento devastante del cosiddetto “poliabuso”, cioè il mix - anche nel corso della stessa serata - tra più generi di droghe. Alcol compreso. Mai come in questo caso le statistiche non sono fredde, ma raccontano un mondo fatto di tunnel. Di cui pochi riescono a vedere la fine.

Sos droghe. La dipendenza da droghe resta il bollino rosso della Versilia. Ma, se possibile, la situazione sta ancora peggiorando rispetto al passato. Spulciando nelle ultime relazioni sanitarie pubblicate dall’Asl - documenti dove si fa il punto sullo stato di salute della popolazione, oltre che sull’azienda sanitaria stessa - si scopre che dal 2012 al 2014 il numero dei tossicodipendenti in cura al Sert (il servizio dell’Asl che segue le dipendenze) è salito da 750 a 822. Questo numero è la somma tra ingressi e uscite, e pur crescendo non dà l’idea del fenomeno. Per comprenderlo meglio, infatti, vanno letti i dati sui nuovi casi che arrivano al Sert. Sono oltre duecento in due anni: 102 nel 2013, 114 nel 2014. A fronte di un numero assai più ridotto di persone che riescono a uscire dal tunnel, e quindi non hanno più bisogno dell’assistenza degli esperti.

Cocaina e non solo. Tra i tossicodipendenti, si conferma l’incremento del consumo di cocaina. Sia come droga primaria per i nuovi, che come droga secondaria per i cosiddetti vecchi casi, molti dei quali già dipendenti dall’eroina. Ma, come detto, a preoccupare è il fatto che quasi tutte le persone costrette a rivolgersi al Sert per un problema serio di droga sono schiavi dell’abuso multiplo: cocaina, eroina, alcol. A cui si aggiungono, nelle notti in discoteca, gli allucinogeni come le pasticche.

L’alcol e le donne. Il numero dei cosiddetti alcoldipendenti seguiti dall’Asl resta più o meno stabile negli anni, anzi con una leggera diminuzione: erano 339 nel 2012, sono diventati 332 nel 2013 e 323 l’anno successivo. Quello che preoccupa, però, è l’incremento delle donne che finiscono nella schiavitù della bottiglia. Non è un aumento clamoroso, ma è costante: in due anni si è passati dalle 107 alle 115 pazienti. «In effetti - afferma il direttore del Sert Guido Intaschi - anche noi registriamo un aumento del consumo di alcol tra le donne. Si tratta in molti casi di persone che combattono stati d’ansia e depressione con il bere; motivazioni diverse rispetto agli uomini, dove questo tipo di fenomeno si spiega soprattutto con l’imitazione sociale e del cosiddetto gruppo dei pari, cioè degli altri uomini».

I ventimila nel mirino. Le persone seguite dal Sert, come spiega Intaschi, «sono la punta di un iceberg». L’Asl, infatti, stima in ventimila i versiliesi che pur non essendo dipendenti, sono a rischio per consumo di alcol e cocaina. Molti di questi sono giovani. E capita spesso che nei fine settimana - dopo una notte in discoteca - questi ragazzi finiscano in ospedale in condizioni pessime. A giugno sono stati ben 35 gli accessi di giovani ubriachi al pronto soccorso del “Versilia”. E per alcuni di loro, diciamo i casi più gravi, l’Asl attiva una consulenza proprio con il Sert per valutare se seguirli o meno in maniera di più diretta.

Fumo e gioco d’azzardo. Gli ultimi dati parlano di 75 persone seguite dal Sert per dipendenza dal fumo e 40 per via del gioco d’azzardo patologico.

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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