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Rinviata la perizia psichiatrica su Nicola Guidotti
Il gip ha ricettato la richiesta del pubblico ministero che richiedeva il test per stabilire se l'uomo, al momento dell'omicidio, fosse capace di intendere e volere
VIAREGGIO. Non ci sarà, almeno per ora, il test sulla capacità di intendere e di volere di Nicola Guidotti, il 59enne ristoratore viareggino che ha ucciso con quattro colpi di pistola il fratello Mario di fronte al Mezzo Marinaio in Darsena.
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[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.11680906:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2015/06/26/news/le-ceneri-di-mario-verranno-disperse-nel-suo-mare-1.11680906]]Il giudice per le indagini preliminari Riccardo Nerucci, infatti, ha rigettato la richiesta di incidente probatorio avanzata dal pm Antonio Mariotti, titolare dell’inchiesta. Richiesta che faceva perno - spiegano gli avvocati di Guidotti, i legali Riccardo Carloni e Massimo Landi proprio sull’accertamento peritale sulla capacità di intendere e di volere di Nicola Guidotti al momento dei fatti. Il provvedimento del Giudice è motivato sulla considerazione che la perizia potrà essere svolta nella fase del giudizio, non essendoci attualmente ragioni di urgenza. Allo stesso tempo il giudice ha autorizzato i consulenti dei difensori, professor Alberto Petracca e dottor Roberto Branconi, ad accedere al carcere per svolgere l’incarico conferito dai legali.
Dopo una prima ipotesi che era trapelata, il gip aveva però escluso che al cinquantanovenne ristoratore viareggino possa essere contestata l'aggravante della premeditazione. Una decisione che certamente alleggerisce la posizione processuale dell'omicida.
Nicola Guidotti aveva preferito, dopo essersi consegnato alla polizia, avvalersi della facoltà di non rispondere riguardo alla morte del fratello che ha freddato con quattro colpi di pistola.
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