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Ecco i dati dell’indagine sul tallio valori preoccupanti per due bimbi

Ecco i dati dell’indagine sul tallio valori preoccupanti per due bimbi

L’Asl rende noti i primi esiti delle analisi sulla popolazione di Valdicastello e centro città Numeri da prendere con le molle perché non ci sono certezze sugli effetti che produce sull’uomo

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PIETRASANTA. Sono stati presentati i primi esiti dell’indagine epidemiologica sulla popolazione servita dagli acquedotti di Pietrasanta interessati dalla contaminazione da tallio. Sono dati da prendere con le molle, sia perché parziali (le analisi riguardano un migliaio di cittadini) sia soprattutto perché sono pochi gli studi effettuati a livello mondiale sui possibili effetti che questa contaminazione può produrre sull’uomo.

Tallio e danni per la salute. Sul tallio - questa è la premessa che va ribadita - esistono pochi studi epidemiologici riguardanti gli effetti sull'uomo. Gli effetti di forti intossicazioni sono più facili da individuare. Al contrario, è difficile capire gli effetti per basse esposizioni prolungate nel tempo. «Per questo - sottolinea l’Asl nel comunicato che contiene i risultati dell’indagine epidemiologica - almeno per il momento, non è possibile valutare con certezza scientifica quali conseguenze la contaminazione da tallio delle acque ha avuto o avrà sulla salute dei cittadini di Pietrasanta. Per comprendere se coloro che hanno livelli di tallio più alti nelle urine rischiano maggiori problemi di salute, bisognerà attendere le successive fasi dell'indagine».

I parametri. Un parametro di riferimento importante nella definizione degli effetti del tallio sulla salute, anche se non sufficiente ai fini dell'indagine, è dato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Nel 1996 l'Oms ha pubblicato uno studio riguardante le conoscenze relative al tallio, dal quale emerge che l'esposizione che determina una concentrazione urinaria di tallio sotto i 5 (microgrammi per litro) non è probabile causa di effetti sanitari negativi. Nell'intervallo 5-500 microgrammi l'entità del rischio e la severità degli effetti negativi sono incerti. L'esposizione che porta a concentrazioni urinarie oltre i 500 microgrammi è associata con l'avvelenamento. Un altro valore da prendere come parametro è quello identificato dal Sivr (Società italiana valori di riferimento) e riferito alla popolazione italiana non sottoposta a specifiche fonti di esposizione al tallio. Secondo il Sivr, nel 2011, il valore di riferimento della popolazione generale è di 0,5 microgrammi di tallio per litro di urina.

I risultati. Le analisi sono state effettuate su 637 campioni di urina prelevati entro i primi 30 giorni dall’ordinanza di divieto di utilizzo dell'acqua contaminata (campione A) e su 700 campioni prelevati nei successivi 60 giorni (campione B). Il campione A e il campione B non hanno la stessa numerosità perché alcuni soggetti hanno consegnato solo il campione A, altri solo il campione B e un numero limitato di soggetti ha consegnato sia il campione A che B. Per quanto riguarda il campione A: la media di presenza di tallio nelle urine è di 0,424 microgrammi, il valore massimo riscontrato è 8,96, il 42,5% dei soggetti ha un valore superiore a 0,5, solo 2 presentano un valore superiore a 5 (due bambini). Il campione B: media 0,286, valore massimo 5,44, il 20,9% dei soggetti ha un valore superiore a 0,5, solo 2 soggetti presentato un valore superiore a 5 (due adulti).

Valdicastello e centro. A Valdicastello alta si evidenzia una contaminazione che tende a diminuire via via che ci si sposta verso Valdicastello media, Valdicastello bassa e Pietrasanta . La differenza tra Valdicastello bassa e Pietrasanta non è significativa.

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