Italia
Due furti in un mese al bar di viale Kennedy
I ladri, dopo aver sfondato la porta, hanno preso le stecche nel magazzino del locale e sono fuggiti
LIDO DI CAMAIORE. Secondo furto in meno di trenta giorni per il bar Liù di Lido di Camaiore, sul viale Kenney all'angolo con via Abetone, vicino all’Esselunga.
Nella notte, alcuni ladri hanno sfondato la porta del locale e in pochissimi minuti hanno preso tutte le stecche di sigarette che erano nel magazzino.
Un colpo da quasi cinque mila euro e qualche spicciolo (i malviventi si sono portati via anche cinquanta euro che erano dentro la cassa).
Un’intervento velocissimo e poi sono fuggiti, facendo perdere le loro tracce. Il sistema di allarme ha suonato ma i ladri non si sono lasciati spaventare. Sul posto per le indagini di rito è intervenuta una volante del commissariato di polizia di Viareggio che, al momento non sono riusciti a identificare i malfattori..
«La situazione è insostenibile - racconta il titolare del bar, Alessandro Verdigi - È già la seconda volta che accade nel giro un mese. L'altra volta erano dei professionisti: sono venuti con il frullino e hanno aperto le slot portandosi via altri cinque mila euro. Non è possibile continuare a lavorare così: già la crisi ci fa stringere la cinghia, se ci si mettono anche i criminali qui finiamo sul lastrico. Solo di valore commerciale abbiamo perso più di diecimila euro, non considerando tutti i costi che vengono dalle riparazioni che dobbiamo fare tutte le volte che capitano episodi del genere».
Verdigi aveva ricevuto proprio il giorno prima la fornitura delle sigarette dal distributore, il magazzino quindi era pieno. Oltre alla perdita economica della refurtiva, ha dovuto far sostituire immediatamente la porta che era stata sfondata.
Nell’ultimo periodo, sono molti i bar che denunciano episodi di furi, il bersaglio principale sembrano essere proprio le sigarette, come è avvenuto sulla Marina di Torre del Lago e al distributore di carburanti a Pietrasanta. Una merce del genere è molto semplice da ripiazzare nel mercato.
«Io non sono razzista - racconta Verdigi - non voglio che passi questa idea di me. C’è da dire però che, vuoi la casualità, ogni volta che alcuni extracomunitari gravitano in zona succede qualcosa del genere. È l'ora di farla finita perché non ci sentiamo al sicuro. E non sono solo io a dire queste cose. Anche i commercianti della zona - racconta - sono esasperati perché i fenomeni di microcriminalità stanno aumentando di mese in mese. Per noon contare il fattore psicologico: siamo esasperati e stanchi e non sappiamo più a chi rivolgerci».
Roy Lepore
Cesare Bonifazi Martinozzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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