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Mungai vuole i lavori all’acquedotto

Il sindaco chiede che sia abolita almeno la sospensione per morosità

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MASSAROSA. Tubi vecchi, acqua torbida e nessun lavoro di ristrutturazione. Questa la situazione di gaia nel territorio di Massarosa. Proprio per questi motivi, il sindaco, Franco Mungai, e il vice sindaco, Damasco Rosi, hanno chiesto all’ente che gestisce la fornitura dell’acqua delle spiegazioni a mesi di inerzia.

«Negli anni scorsi - scrivono - sono state inoltrate rimostranze da parte della nostra amministrazione ai diversi enti interessati sui problemi di gestione del servizio idrico Integrato. Prima fra tutte quella riguardante la qualità dell'acqua: spesso l’acqua è torbida perché le tubazioni sono vecchie. Questo fatto provoca disagi che causano anche danni a elettrodomestici e ad altri beni. Abbiamo chiesto informazioni sulla totale assenza di interventi di ristrutturazione dell’acquedotto nel territorio. I cittadini sono in difficoltà e si lamentano, a ragione, del servizio offerto perché la tariffa viene loro applicata regolarmente, senza sgravi».

«A febbraio scorso avevamo chiesto degli indennizzi, vista la mancanza di parametri di qualità, nella misura che dovrà essere congiuntamente determinata sulla base dei principi di equità e giustizia.

Abbiamo voluto riformulare - continuano - le stesse richieste già avanzate in questi anni sollecitando ancora una volta alcune soluzioni rapide e ne vogliamo presentare di nuove così come contenute nella mozione presentata dal Movimento 5 Stelle, concertata, condivisa e approvata nell’ultimo consiglio comunale con voto unanime.

Partendo dal testo del provvedimento deliberato - puntualizzano - si è chiesto di abolire la sospensione della fornitura dell'acqua per morosità dalla carta della qualità del servizio idrico integrato, a favore della contestuale installazione di un apposito meccanismo limitatore dell'erogazione, idoneo a garantire esclusivamente la fornitura giornaliera essenziale di 50 litri al giorno per persona (quantitativo minimo vitale). Chiediamo inoltre di migliorare la gestione finanziaria tramite la valorizzazione delle risorse interne e la mobilità del personale fra le società partecipate per azzerare le consulenze professionali e di evitare l'esternalizzazione dei servizi. Chiediamo che venga riformulata la tariffa, sia riportando la fascia "Eccedenza" a 200mc per nuclei familiari di tre componenti, aumentandola di 64mc per ogni componente in più e stabilendo una percentuale di riduzione dei metri cubi di fognatura rispetto alla quantità di acqua erogata (non tutta l'acqua consumata finisce in fognatura).

Conosciamo bene le difficoltà di Gaia - concludono Mungai e Rosi - dovute a vicende pregresse ma non per questo possiamo permetterci di abbassare la guardia né tantomeno di rinunciare a farci portavoce e sentinelle delle sacrosante richieste dei nostri cittadini chiedendo a tutti i soggetti competenti tutti gli sforzi possibili. E così come in passato, faremo anche in futuro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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