«O lo sconto, o ti faccio nero sul web»
Ristoranti ricattati dai clienti per ottenere una buona recensione su Internet: l’allarmata denuncia di Confesercenti
VIAREGGIO. «Se non mi applichi uno sconto, ti abbasso la reputazione sul web». Più che gioco, una battuta, un avvertimento mafiosetto, un ricatto neanche tanto sottile. Tanto che paradossalmente, ma non troppo, Confesercenti invita bar e ristoranti, alberghi e pizzerie a rivolgersi ai carabinieri se la situazione diventa seria.
L’allarme arriva appunto dall’associazione di categoria che dalla Versilia lancia l'allarme sul dilagare del fenomeno.
«Sconti sul prezzo finale per evitare di ricevere recensioni negative» ribadisce in un comunicato Confesercenti Versilia. Che lancia l'ultimo, preoccupante, grido d'allarme che scaturisce dalle complesse dinamiche di valutazione e recensione on-line dei pubblici esercizi e delle strutture ricettive. Giudizi e valutazioni, che sempre più spesso finiscono per orientare le scelte del consumatore.
Naturalmente non si fanno nomi, ma non è che in giro ci siano tanti siti così potenti. Giusto Trip Advisor, la famigerata Trip Advisor, oppure Booking.com.
Per la Presidente di Confesercenti Versilia Esmeralda Giampaoli: «E' fondamentale che gli esercenti non si pieghino a queste forme di ricatto, rivolgendosi alla nostra Associazione al numero 0584329511 per segnalare la questione e ricevere suggerimenti su come comportarsi. Tra questi, l'opportunità di segnalare al gestore del portale eventuali recensioni sospette, riconducibili a comportamenti scorretti da parte dei propri clienti, o anche sporgere denuncia se la questione travalicasse il normale scambio di battute»
Da segnalare che Giampaoli, titolare di un ristorante gettonatissimo come Nitens in via Coppino, in più convegni si è espressa a favore di Trip Advisor perchè permetteva a locali pochi conosciuti di farsi vedere in giro.
La stessa Giampaoli ricorda che «Confesercenti organizza periodicamente incontri gratuiti di formazione specifici sui portali di recensione on-line, finalizzati ad offrire gli strumenti per trasformare una possibile minaccia in una risorsa da curare».
Secondo il responsabile di Confesercenti Versilia Simone Romoli: «Da una più attenta analisi, si evince che il fenomeno è sempre esistito, sin da quando sono nati i portali di recensione, tuttavia nelle ultime settimane sono pervenute numerose segnalazioni da parte di pubblici esercizi associati relativamente a clienti “furbetti” che, giunti alla cassa, proporrebbero, a modo loro, di barattare uno sconto, paventando una recensione negativa, se questo non gli venisse concesso. Sono forme subdole di ricatto, basate sul principio della soggettività della recensione, che si traduce in una difficoltà ad impugnarla. Un brutto gradimento tuttavia abbassa la reputazione di un'attività e la danneggia in modo economicamente rilevante».
Conclude Romoli: «Se alcun portali di recensione on-line si sono attrezzati per fornire filtri di garanzia dell'affidabilità delle recensioni, non per tutti è così, e questo fattore è ancor più rilevante se pensiamo all’importanza che al giorno d’oggi portali e applicazioni sul cellulare rivestono nell'orientare le scelte dei consumatori/clienti, soprattutto verso i turisti che non conoscendo il territorio, cercano fonti di informazioni facili, senza valutarne appieno l'attendibilità».
Giusto pochi giorni fa Umberto Eco ha ribadito come la libertà data da Internet sia sfruttata malissimo da tanti scemi. Questo accade anche per Trip Advisor e altri portali.
Ma al centro della contesa c’è sempre la società americana, recentemente multata dall’Antitrust italiana per un problema molto semplice: non può garantire che chi ha scritto la recensione sia effettivamente stato nel locale. C’era stata la proposta di accludere alla recensione la ricevuta fiscale, ma è caduta nel vuoto.
Almeno Booking.com, il portale più usato in Europa per scegliere gli hotel, ti chiede se vuoi fare una recensione, ma dopo che ci sei stato, avendo contezza (dalla prenotazione portata a termine) che tu in quell’hotel ci ha dormito veramente.
E prima dei ricatti dei clienti, molti ristoranti hanno dovuto sottostare ai tentativi di estorsione di qualche fornitore di vino. In cambio dell’acquisto di qualche bottiglia in più ti garantivano un pacchetto di buone recensioni. E poi c’è stata la proposta di alcune società specializzate nel creare una buona reputazione del locale ed un conseguente alto punteggio. In quel caso era un «normale» rapporto commerciale: schede in cambio di soldi.
Insomma un mondo variegato, interessante ma denso di rischi e trappole. Ma è la prima volta, forse, che una associazione di categoria si mettesse a denunciare un vero e proprio ricatto da parte dei clienti. Che poi alla fine sono sempre più esigenti e strampalati nelle loro richieste. Ad un noto hotel versiliese hanno tolto un voto perché – denunciava il cliente – «in camera mancava uno specchio a figura intera».
Forse al cliente serviva per mettersi in ghingheri e andare in Capannina? Chissà. Ma resta una certa difficoltà a capire che importanza potesse avere lo specchio nel giudicare la camera di un tre stelle. Ma così, su internet, va il mondo di hotel e ristoranti.
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