Il Tirreno

Versilia

Incentivi sui progetti: chi li ha incassati e quanto

di Donatella Francesconi
Il parcheggio dell'ex gasometro in centro città. Il park multipiano previsto e progettato è rimasto sulla carta
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Il parcheggio dell'ex gasometro in centro città. Il park multipiano previsto e progettato è rimasto sulla carta

Tre milioni in undici anni ma molte opere non sono mai state realizzate come contestano il ministero dell’economia e le indagini dei carabinieri

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VIAREGGIO. Oltre tre milioni di incentivi alla progettazione, in più sugli stipendi e dirigenti in servizio soprattutto all’ufficio lavori pubblici e le sue derivazioni. Dal 2001 al 2012, con un 2009 (l’anno del disastro ferroviario) che vede un brusco arresto ed un 2013 segnato dal l’ispezione del ministero dell’economia (Mef) che punta il dito proprio sul sistema con il quale, per un lunghissimo periodo, gli stipendi di dirigenti e dipendenti comunali sono stati rimpolpati. Su quella relazione, che sta per compiere un anno, è al lavoro, per la Procura di Lucca, la guardia di finanza.

In testa alla classifica di coloro che hanno riscosso cifre importanti c’è il dirigente, oggi in pensione, Riccardo Raffaelli: per le sue mani sono passati lavori, pubblici, urbanistica, edilizia, ambiente, mobilità. Gli incentivi in undici anni ammontano a quasi 800.000 euro sul totale di tre milioni erogati come da documenti che il Tirreno ha acquisito in Municipio. Si progettava qualsiasi cosa, raccontano i documenti. E si riscuotevano gli incentivi anche senza che i relativi progetti fossero arrivati a quella fossetta “base gare”, come si legge nelle carte dell’inchiesta del Nucleo investigativo dei carabinieri di Lucca: «L’equipe di Raffelli ha percepito incentivazioni in periodo antecedenti a detta fase e di un modo del tutto ingiustificabile». Il Mef ci mette del suo (ispettore Luciano Cimbolini) puntando il dito sulle opere progettate ma a tutt’oggi inesistenti. Uno per tutti quel depuratore - datato 2011 - che, così ricostruisce l’indagine dei carabinieri, porta a Riccardo Raffaelli, una progettazione sommaria di 73.335,20 euro.

Colpiscono le cifre, ma anche come vengono distribuite. Incrociando somme e nominativi, appare chiara la “mappa” dell’equipe di Raffaelli. Impegnata in una progettazione poi cancellata e passata ad un professionista esterno (mercato ittico rimasto incompiuto), piuttosto che nella realizzazione di quel park multipiano che l’area del ex gasometro non ha mai visto. Eppure ecco come sono stati divisi i 52.225 euro di incentivi alla progettazione: Raffaelli (10.209,42 euro), Mugnani, Bresciani, Bertoluci (3.141,36), Opulo (2.945,02), Marocco (2.748,69), Bianchi (2.159), Magnelli (2.356,02), Lencioni (1.963,35), Del Carlo e Festa (785,36), Santini (392,67), Bertuccelli e Fruzza (785,34).

Scorrendo anno dopo anno appare chiara quella che è stata una sorta di età dell’oro delle progettazioni: fino al 2006 (Giunte Marcucci) le tabelle sono fitte di cifre. Sono quelli in cui vedono la luce le grandi “incompiute” della città: il nuovo mercato dei fiori che non c’è; il Teatrino delle Darsene mai aperto; il sottopasso di via San Francesco; quelle fognature che non reggono a mezz’ora di pioggia; gli interventi di escavo che dragano solo i milioni della Regione con un sistema che lo stesso funzionario che se n’è sempre occupato ha definito «inutile» sulla stampa con riferimento alle dichiarazioni rese al Gip. Senza dimenticare la ciliegina sulla torta: quella convenzione datata 2006 con la Viareggio Patrimonio, per cui i dipendenti dei lavori pubblici progettavano per la società “in house” ed incassavano gli incentivi. Che, però, uscivano dalla casse del Comune (è il Mef a scriverlo) perché la Patrimonio non pagava. Un “giochino” in virtù del quale - scrive Cimbolini - i dipendenti del Comune risultavano sempre troppo carichi di lavoro e perciò si moltiplicava il sistema degli incarichi pubblici. Così che le indagini dell’Arma così riassumono: «Il metodo della progettazione mista (tecnici esterni ed interni) sarebbe una costante necessaria alla speculazione illecita».

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