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Ricostruita la dinamica del delitto: i colpi sparati frontalmente
Ci sono ancora accertamenti in corso sulla dinamica del delitto, sia per quanto riguarda il preambolo che per l’effettiva sparatoria che ha ucciso Mario Guidotti. Dal primo esame sul corpo della...
Ci sono ancora accertamenti in corso sulla dinamica del delitto, sia per quanto riguarda il preambolo che per l’effettiva sparatoria che ha ucciso Mario Guidotti.
Dal primo esame sul corpo della vittima, però, emergono i primi particolari. Smentita l’ipotesi che Nicola Guidotti abbia sparato allo schiena del fratello: i colpi, quattro, sono arrivati frontalmente. Due colpi hanno centrato il petto della vittima, un altro la testa (che era coperta dal casco). Il quarto sparo probabilmente non è andato a segno.
L’arma del delitto è un revolver Smith&Wesson calibro 38 special, una pistola a canna corta con cinque colpi, generalmente utilizzata a scopo di autodifesa. Come emerso già sabato sera a poche ore dalla tragedia, il revolver si trovava nel ristorante. Smentito, dunque, il sospetto che fosse stata portata dal killer nel locale.
Confermato, invece, il susseguirsi di eventi che ha portato alla lite e infine alla sparatoria. Nicola e Mario hanno avuto un confronto acceso al telefono, mentre il primo si trovava al lavoro nel ristorante Il Capitano in via Coppino. L’uomo ha detto ai suoi dipendenti che sarebbe andato dal fratello, con cui doveva esserci un confronto.
Confronto che è avvenuto proprio al ristorante Mezzo Marinaio, sia all’interno che all’esterno del locale. Non è ancora chiaro cosa si siano detti con esattezza i due, se ci siano state minacce reciproche. Quel che è certo è che Mario stava per andarsene a bordo del vespino quando il fratello gli è andato incontro e gli ha sparato.
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