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Alluvione, la Versilia ricorda le vittime
Una giornata di manifestazioni e l’appello del sindaco di Stazzema: «La montagna deve essere ripopolata»
STAZZEMA. Il prossimo anno saranno 4 lustri dall’alluvione che portò via vite umane e distrusse mezza Versilia storica
Tanti gli appuntamenti in ricordo dell’Alluvione in Versilia. Una delegazione di Fabbriche di Vergemoli con la presenza del sindaco Michele Giannini, salirà sul Monte Forato per partecipare alla iniziativa degli “Uomini della Neve” di Cardoso che illumineranno con le fiaccole il foro del Forato per unire nel ricordo del 19 giugno 1996 le comunità di Cardoso e Fornovolasco.
Oggi si svolgerà presso il Comune di Stazzema una Tavola rotonda dal titolo “Verso il 20°Anniversario - Costruire i territori con una coscienza di protezione civile” che prevede un Saluto del Sindaco di Stazzema Dott. Maurizio Verona, dei Sindaci della Versilia e gli interventi del Cerafri Lav il Centro di studio per il rischio idrogeologico di Retignano, Prof. Enio Paris dell’Università di Firenze, del Dirigente Protezione Civile Regione Toscana Dott. Antonino Melara, con il contributo delle Associazioni di Volontariato. Le conclusioni sono affidate al Capo Dipartimento Protezione Civile Nazionale, Fabrizio Curcio. Alle 13 a Pietrasanta alla Scuola Primaria “Ricci” a Pollino vi sarà la deposizione di una corona di alloro in ricordo di Alessio Ricci, scomparso nell’alluvione. Alle 13,32 a Cardoso in vari punti del paese distrutto dalle acque si ricorderanno con delle deposizioni di mazzi di fiori le vittime dell’alluvione del 1996.
Alle 18,30 da Cinquale alla foce del Fiume Versilia partirà la consueta staffetta che si fermerà alle ore 19,30 in Località La Rotta dove il fiume Versilia ruppe gli argini e alle ore 20,00 a Marzocchino Seravezza presso Cortile Scuola Primaria per una deposizione corona di alloro di fronte alla lapide che ricorda Valeria Guidi, una delle vittime dell’alluvione per arrivare alle 21,15 a Pontestazzemese, da dove partirà la fiaccolata silenziosa per Cardoso. Alle ore 22,00 presso la Chiesa di Santa Maria Assunta di terrà la Santa Messa in ricordo delle vittime. Quest’anno il gruppo di cittadini “Uomini della Neve” di Cardoso illumineranno con delle fiaccole il foro del Monte Forato per unire nel ricordo del 19 giugno 1996 le comunità di Cardoso e Fornovolasco. «Abbiamo voluto”, commentano il sindaco Maurizio Verona e l’assessore alla Protezione Civile Egidio Pelagatti, “affiancare come facciamo da anni la memoria alla riflessione su ciò che ha portato l’alluvione e su come progettare meglio i territori per scongiurare altre calamità come quella del 1996. Dobbiamo consegnare ai nostri figli un territorio di nuovo sicuro e le scelte amministrative possono molto in tal senso. Crediamo che il modo migliore per commemorare le nostre vittime è fare in modo che queste tragedie non si ripetano. Ringraziamo il Capo del Dipartimento Nazionale di Protezione civile dott. Fabrizio Curcio che ha voluto essere con noi come segnale di attenzione verso la Versilia che fu un modello di ricostruzione dopo la tragedia del 19 giugno 1996».
«Troppo frettolosamente in quei giorni convulsi – ha scritto il sindaco di Stazzema Maurizio Verona – venne tirata in ballo la cementificazione della montagna o la deregolamentazione delle costruzioni: ma a Stazzema non fu quello il problema. Si trattò di un evento eccezionale che colse impreparato il nostro territorio e costrinse gli amministratori di allora ai diversi livelli a pensare un nuovo modello di ricostruzione perché la Versilia non fosse il teatro di una ennesima tragedia senza soluzioni, senza risorse e senza criteri. Il nostro territorio seppe uscire dall’alluvione più forte e più sicuro sul rischio derivante da nuovi eventi alluvionali simili, ma si è scoperto negli anni ancora fragile a frane e da quest’anno anche al vento. Il territorio ha il problema opposto alla cementificazione selvaggia che è lo spopolamento dei nostri paesi e l’abbandono di un patrimonio immobiliare che che dal dopoguerra hanno toccato punte preoccupanti sino a pochi anni or sono quando il fenomeno si è arrestato. La sfida di questi anni è quella di ripopolare la montagna».
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