Italia
Nuovo stop per il mare inquinato Niente tuffi in sette bagni di Lido
Il divieto di balneazione è scattato dopo i controlli Arpat sul lato camaiorese della Fossa dell’Abate È il secondo della stagione in Versilia. Balneari amareggiati, per Del Dotto «bisogna solo correre»
LIDO DI CAMAIORE. Nuovo stop ai tuffi per il mare inquinato in Versilia. In meno di un mese scatta, infatti, il secondo divieto di balneazione della stagione: dopo Fiumetto, nel mirino dei controlli di Arpat stavolta finisce la Fossa dell’Abate, un altro dei punti deboli del litorale per la questione liquami. Le analisi dei tecnici dell’agenzia ambientale, eseguite lunedì, hanno evidenziato sforamenti dei parametri consentiti di escherichia coli sulla prima parte del lato lidese della foce. Con conseguente informativa al Comune di Camaiore perché impedisse la balneazione nel raggio di 100 metri.
I bagni nel mirino. I risultati negativi, emersi già dopo 24 ore, hanno riguardato la spiaggia libera e i primi sette stabilimenti balneari a nord della Fossa dell’Abate, per intendersi - informa il Comune - fino al bagno Isonzo compreso. I risultati definitivi saranno resi noti da Arpat oggi, per dare poi il via alle controanalisi. Al momento non è dato sapere se lo sforamento sia importante o meno, ma certo la Fossa dell’Abate conferma di essere un problema irrisolto, una vera palla al piede per l’economia turistica lidese (ma pure viareggina). Nonostante nell’ultima riunione tra i balneari e l’amministrazione comunale si siano segnalati miglioramenti nella rete fognaria, per impedire che i liquami presenti in fossi e canali arrivino in mare. Al momento, però, il risultato non cambia: quando piove con una certa insistenza i controlli di Arpat hanno un esito scontato.
L’amarezza dei concessionari. Inevitabile l’amarezza degli operatori turistici. I balneari di Lido, tramite il loro presidente Luca Petrucci, cercano di mantenere il discorso su toni costruttivi. «Purtroppo - afferma Petrucci - ci aspettavamo che prima o poi un controllo successivo a una giornata di pioggia avrebbe provocato un divieto di balneazione. È una mannaia sulla nostra testa, che resterà finché non saranno realizzati gli impianti anti-inquinamento. Da questo punto di vista bisogna accelerare. La nostra richiesta è di non lasciare soli il Comune di Camaiore e il sindaco Alessandro Del Dotto, che si è preso la responsabilità di risolvere il problema. Ora Viareggio e Pietrasanta hanno due nuove amministrazioni, che devono farsi carico del problema».
Le accuse a Viareggio. Ma è soprattutto ai vicini viareggini che guarda Lido. E non con sguardo amichevole. Il perché lo spiega lo stesso Petrucci. «C’è una pompa di sollevamento, all’altezza di via Fratti, che va regolamentata - dice - Non può scaricare acqua a piacimento quando piove, per impedire che si allaghi una pineta, e spedire i liquami verso il nostro mare». Succede, infatti, che questa pompa entri in azione in caso di portata ampia, e difatto scarichi sulla Fossa dell’Abate. Ma da Viareggio, a cui sono arrivate le lamentele, rispondono picche: la pompa, almeno per il momento, resterà in funzione come sempre.
La fretta di Del Dotto. Il sindaco di Camaiore incassa la notizia negativa e assicura che nella Conferenza dei servizi di oggi (di cui parliamo a fianco) si accelererà per realizzare i famosi impianti di ionizzazione, che dovranno abbattere le cariche batteriche. «Stiamo attendendo le misurazioni esatte per comprendere le ragioni dello sforamento - dice Del Dotto - Abbiamo già fatto la richiesta di ripetizione delle analisi per inquinamento di breve durata. C’è da dire che nelle ore precedenti al campionamento le condizioni meteo e del mare sono state avverse, ma non è questo dettaglio, né l’aver conosciuto i risultati stamattina (ieri, ndr), a cambiare la nostra valutazione di un problema vecchio di quaranta anni. Non è il momento dei ripensamenti sulla questione della qualità delle acque: andiamo alla Conferenza dei servizi per le autorizzazioni necessarie alla realizzazione degli impianti di ionizzazione. Procederemo con il massimo della celerità e senza indugio».
@matteotuccini
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