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Prostituzione

Sesso a pagamento nei privé del locale, tre a processo

Sesso a pagamento nei privé del locale, tre a processo

Alla sbarra con l’accusa di favoreggiamento della prostituzione il titolare del locale e due collaboratori

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MASSAROSA. Nuova udienza del processo per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione in corso contro Fabrizio Prospeti, legale rappresentante della Meto srl, e due suoi collaboratori: Adamo Lorenzetti, dipendente del locale di Massarosa, e Massimiliano Sbranti, addesso alla sicurezza. I tre - ormai quattro anni fa - sono rimasti coinvolti in una indagine della polizia su spettacoli privati offerti dalle ballerine che - secondo l'accusa - andavano ben oltre il consentito.

Nei giorni scorsi a Lucca - di fronte al giudice Gerardo Boragine - si sono presentati alcuni testi chiamati a deporre dalla difesa più sono stati ascoltati i tre imputati.

Stando all'accusa, sulla base dle lavoro condotto dagli inquirenti, tra il febbraio del 2011 e il maggio 2012 chi entrava al Meto poteva usufruire di prestazioni aggiuntive rispetto ai consueti spettacoli che il locale poteva offrire. Era sufficiente una semplice richiesta - sempre secondo l'accusa - per potersi appartare con una delle ballerine nei cosiddetti "privé", e con un compenso di 50 euro ricevere una ventina di minuti di show personale e ovviamente non consentito.

L'indagine particolarmente complessa fu portata avanti anche con l'ausilio di intercettazioni telefoniche e tramite un controllo con l'identificazione di circa 200 persone eseguito dalla polizia all'interno del noto locale, nonchè con agenti infiltrati che si finsero clienti.

Sulla base degli elementi raccolti gli inquirenti arrivarono a indicare nel Prosperi l'organizzatore dell'attività. Gli altri due imputati lo aiutavano nella gestione degli incontri illegali. Tesi dell'accusa, queste, che i testi della difesa ascoltati lunedì scorso nel corso del dibattimento hanno almeno in parte smentito, alleggerendo la posizione dei tre imputati.

 

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