Mallegni guida i bagni contro la Bolkestein
Porta la campagna elettorale a Bruxelles e ottiene che Daniel Calleja venga in Versilia per capire il nostro modello di turismo balneare
PIETRASANTA. Gli stabilimenti balneari della Versilia imiteranno Spagna e Portogallo per difendersi dalla direttiva Bolkestein. E’ questa la strada che i balneari della costa prenderanno per tutelare le loro imprese e migliaia di posti di lavoro tra diretti ed indiretti. Un risultato immediato lo ha già prodotto il lungo giro di consultazioni ed incontri che si sono tenuti ieri, a Bruxelles, nella sede della Commissione Europea, da parte della delegazione dei balneari guidata da Massimo Mallegni composta da Daniele Mazzoni (in rappresentanza della Efebe - European Federation of Beach Enterprises, Assobalneari Italia-Confindustria, Consorzio Mare Versilia e Associazione Balneari Lido di Camaiore), Carla Mattugini (Balneari Forte dei Marmi), Piero Bellandi (Sip Confcommercio Toscana), Francesco Verona (Balneari Marina di Pietrasanta) e Roberto Antonelli (Balneari Pisa).
Un viaggio elettorale, certo, ma di sicuro impatto. Il gruppo ha incontrato Daniel Calleja. E’ il direttore generale del mercato interno e dell’Industria della Commissione Europea. A lui sono state esposte in un “faccia a faccia” durato quasi un’ora le preoccupazioni di un “business model” unico nel panorama europeo ed ottenere la promessa di una ispezione-missione per toccare con mano il modello balneare italiano. L’obiettivo di partenza è mettere nelle condizioni la Commissione Europea di rendersi conto che la Direttiva Bolkestin, così come interpretata, mina i principi della libera concorrenza e delle regole uguali per tutti in Europa. Principi su cui è stata fondata l’Unione Europea e che in più occasioni, durante l’incontro, il Direttore Generale della Commissione ha ribadito insieme alla volontà da parte dell’Ue non vuole assolutamente ledere i diritti degli imprenditori balneari italiani.
«Lo spirito della libera concorrenza è venuto palesemente meno – spiega Massimo Mallegni che ha incontrato Calleja grazie al canale attivato dal vicepresidente vicario del Parlamento Europeo, Antonio Tajani – In Spagna le concessioni sono state prorogate per 75 anni, in Portogallo è stato reintrodotto il diritto di insistenza. In Italia invece rischiamo di vedere sparire sotto i nostri occhi e nel disinteresse del nostro Governo un settore vitale per la nostra economia. E’ questo il nodo fondamentale su cui baseremo la nostra azione da ora in avanti».
«Lo spartiacque – ha spiegato Calleja alla delegazione - sarà la sentenza della corte di giustizia europea attesa entro la fine dell’anno. Quello sarà un momento decisivo e fondamentale che ci dirà come adattare la strategia per riequilibrare il mercato». La visita del Direttore Generale Calleja, dovrebbe già avvenire nei prossimi 2-3 mesi, fa parte di una strategia ben definitiva, prevede un’azione di pressione vigorosa nei confronti del Governo italiano fino a qui «molto poco influente». «Se l’Europa vuole mantenere un rapporto di equilibrio tra gli stati membri non sta andando, con le aste, in questa direzione. Il mercato è falsato: Spagna e Portogallo sono stati messi nelle condizioni di avere quelle certezze che oggi mancano alle nostre imprese».
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