Il Tirreno

Versilia

In via Goldora tubi a cielo aperto da tre mesi

di Luca Basile

Gli abitanti sulla strada protestano per la polvere e le buche «Così l’acqua potabile che arriva ai rubinetti è sempre calda»

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PIETRASANTA. Polvere, buche lungo la carreggiata, tronchi di pino e tubi in polietilene a vista cielo. Su via Goldora a Tonfano sembra che sia scoppiata una bomba: che poi in parte è vero visto che il 5 marzo scorso la tempesta di vento abbattendosi sulla Marina ha finito per cancellare l'identità di questa strada che si adagiava, in estate, fra ombra e silenzi.

«Ma il vero problema - dicono alcuni dei residenti della strada che accoglie circa ottanta famiglie - non è la mancanza d’ombra, la polvere o i disagi conseguenti: quelli valgono per tutti. No, il vero problema è rappresentato da questo serpentone di tubi che si allungano ai lati della strada, attaccati ai singoli contatori e che trasportano acqua potabile nei nostri rubinetti. Acqua che in realtà, con il sole, visto che parliamo di tubi posizionati in superficie, arriva calda in casa. E in tutta onestà lei se la sentirebbe di bere acqua calda o solo ancora utilizzarla per lavare frutta e verdure o magari per cuocere la pasta? Dal punto di vista igienico-sanitario questa è una situazione, a nostro avviso, molto pericolosa. Lo stiamo ripetendo da settimane, visto che si trascina dal 5 marzo scorso, ma nessuno ci ascolta. nessuno ci risponde. Nessuno ci prende in considerazione».

«Prima della tempesta di vento andammo in Comune per segnalare lo stato accidentato della strada - proseguono gli abitanti - pericolosa per buche e fondo sconnesso: ci dissero che non c’erano soldi, che ogni discorso sarebbe stato rimandato a dopo l'approvazione del bilancio. Poi è successo quello che è successo e le priorità sono diventate altre. Le tubature interrate sono andate distrutte e Gaia ha fatto ricorso a questo sistema di tubi in superficie - continuano i residenti - che poteva andare bene per l'immediato e nell'emergenza, ma che oggi, a distanza di tre mesi, non è più accettabile, perchè qui ne va della nostra salute. Ci siamo rivolti a Gaia per conoscere la tempistica di intervento delle opere e ci hanno risposto che prima andavano chiarite alcune priorità di cantiere con il Comune. Insomma, un rimpallo di responsabilità: ma obiettivamente non si può continuare a fare ricorso alle bottiglie d'acqua per bere e lavare la frutta, urgono soluzioni definitive. Gaia e Comune si devono mettere d'accordo, perché noi paghiamo le bollette per un servizio che oggi non ci viene erogato. E quello che stiamo subendo è una vergogna. Restare con questi tubi in superficie, durante l'estate, è pura follia: chi di dovere intervenga altrimenti saremo costretti ad agire in altre sedi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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