Il Tirreno

Versilia

Se il presidente di seggio non sa rinunci

Emilio Colombo
Se il presidente di seggio non sa rinunci

La lettera di Emilio Colombo: "Non è però accettabile che qualcuno sfoghi le proprie delusioni elettorali diffamando i componenti dei seggi"

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VIAREGGIO. Leggo sul Tirreno del 2 giugno che anonimi presidenti di seggio imputerebbero a imprecisati vecchi registri la mancata attribuzione di voti ai candidati sindaco in caso di schede contenenti voti disgiunti. Un presidente di seggio minimamente cosciente sa invece che la realtà è ben diversa. Infatti, per le elezioni comunali l'elettore può esprimere sulla scheda due voti: uno per un candidato sindaco, necessario, e uno per una lista, eventuale.

In estrema sintesi, una scheda può contenere: solo un voto per una lista, che si trasferisce al candidato sindaco collegato alla lista votata (è come se l'elettore avesse votato sia il candidato sindaco che una lista a lui collegata); solo un voto al candidato sindaco, che non si trasferisce alle liste collegate (voto solo per il sindaco); un voto per un candidato sindaco e un voto a una lista collegata a un candidato sindaco diverso da quello votato (il cosiddetto voto disgiunto).

Poiché la scheda può contenere fino a due voti, i seggi sono dotati di due tabelle di scrutinio: una per il sindaco e una per le liste. I due voti presenti sulla scheda sono quindi registrati separatamente. Concluso lo scrutinio, i dati complessivi risultanti dalle due tabelle di scrutinio sono riportati nel verbale del seggio, ove il presidente riscontra che i voti espressi per i candidati a sindaco, al netto dei voti espressi solo per il sindaco, siano pari ai voti espressi per le liste.

Peraltro, l'ordinamento prevede che le contestazioni degli errori dei presidenti di seggio siano sollevate puntualmente, durante lo scrutinio, dai rappresentanti di lista e non dai presidenti di seggio militanti di partito, genericamente, dopo lo scrutinio. Per concludere: se un presidente non sa fare lo scrutinio, più che scaricare la propria incapacità sui registri, dovrebbe rinunciare all'incarico. Non è però accettabile che qualcuno sfoghi le proprie delusioni elettorali diffamando i componenti dei seggi (che, per compensi simbolici e in condizioni di lavoro estreme, garantiscono il funzionamento della macchina elettorale).

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