Il Tirreno

Versilia

E' ufficiale: Viareggio al voto per il ballottaggio

Donatella Francesconi
E' ufficiale: Viareggio al voto per il ballottaggio

L'ufficio elettorale centrale ha deciso: malgrado irregolarità e contestazioni, domenica 14 giugno gli elettori saranno chiamati alle urne per scegliere tra Del Ghingaro e Poletti. Ma Baldini preannuncia il ricorso al Tar

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VIAREGGIO. E' ufficiale, l'ufficio elettorale centrale ha deciso: domenica 14 giugno il ballottaggio per scegliere il sindaco di Viareggio si terrà regolarmente. Questo malgrado le contestazioni che hanno accompagnato la verifica dei verbali arrivati dai seggi.

A fronte delle irregolarità riscontrate  e del distacco minimotra i voti riportati dal secondo e dal terzo arrivato (soltanto 27), Massimiliano Baldini, escluso per una manciata di schede dal ballottaggio, ha annunciato che presenterà ricorso al Tar non più tardi di lunedì. A quel punto sarà il tribunale amministrativo a decidere se intervenire con la sospensione del ballottaggio oppure rimandare a dopo le elezioni una valutazione nel merito. Con tutto quello che ciò potrà, in linea teorica, comportare sulla validazione del risultato che verrà decretato dalle urne domenica 14 giugno.

Due giorni di verifica. Si conclude così,l almeno per ora, il tour de force che ha impegnato l'ufficio elettorale centrale impegnato nella verifica del voto. Sono sfilati uno dopo l’altro i verbali arrivati dai seggi con l’esito del voto per le amministrative viareggine, lasciando di stucco l’Ufficio elettorale centrale presieduto dal giudice sella sezione penale del Tribunale di Lucca, Carlo Annarumma. Sfilano, tra le contestazioni dei rappresentanti di lista e di Massimiliano Baldini, candidato della Lega Nord Toscana, fino al fatidico verbale della sezione 51, in Darsena.

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Verbale in bianco. «Abbiamo trovato - spiega il magistrato al termine della prima giornata di lavoro - verbali fatti un po’ così, con alcune parti fondamentali mancanti. Per esempio le cosiddette “pagine riepilogo”, che sono importanti in quanto riuniscono in sé dati come il numero dei votanti, il numero di schede nulle e bianche, i voti assegnati...Qualche presidente è riuscito a integrare i dati mancanti, per quello che può valere...». Alla vista del verbale in bianco della sezione 51, il magistrato sbotta: «È un disastro...». Al mattino, in un botta e risposta ironico con Massimiliano Baldini è spuntata anche la citazione del grande Bartali “gli è tutto sbagliato, gli è tutto da rifare...”.

Conti a memoria. Nella sala di rappresentanza del Municipio, quando ormai è pomeriggio fatto, Massimo Bandini, ex segretario del Pdci viareggino e presidente del seggio 51 snocciola i dati del risultato elettorale della sua sezione. Quando Baldini chiede in base a quale criterio stia ricostruendo quanto nel verbale non è scritto, Bandini risponde: «In base alla mia memoria...Mia moglie dice che è di ferro...». Ne esce una sorta di verbale parallelo, su foglio a parte, nel quale “ballano” dieci voti dal risultato ufficiale comunicato al Comune. Numeri ricostruiti a memoria, senza essere riportati là dove per legge dovrebbero. «Dunque - è la domanda di Baldini - dobbiamo considerare valida una consultazione elettorale in cui parte dell’esito del voto viene ricostruito a memoria e, poi, comunque non torna? Ci sono i presupposti per dichiarare nulle le elezioni».

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Il caso della sezione due. Giovedì 4 la patata bollente passa nelle mani del giudice Stefano Billet che sostituirà Carlo Annarumma impegnato in udienza. Il clima è incandescente. E l’avvocato Carlo Andrea Gemignani, esperto di ricorsi su queste tematiche e presente al confronto ieri a sostegno di Baldini, lasciando il Municipio ieri sera ha commentato: «Se non lo avessi visto con i miei occhi non avrei creduto...». Difficile dargli torto. Il primo ad essere stato chiamato dall’Ufficio elettorale centrale è stato il presidente della sezione numero due, alle scuole Lambruschini, in centro città. L’ultima a terminare lo scrutinio alle 22 passate di lunedì scorso. Il signor Brescia, rispondendo alle domande che gli sono state poste, ha spiegato di aver chiesto aiuto all’ufficio elettorale che gli ha inviato due persone. «Li conosceva?», ha domandato Baldini. «No». «Ha chiesto i documenti?». «No». Brescia ha spiegato che, alla fine, non ha avuto più bisogno di aiuto. Ma quella sera e nei giorni successivi tutti coloro che erano presenti alla sezione raccontano di aver visto il personale dell’ufficio elettorale maneggiare le schede e che era presente anche un altro presidente di seggio. Alla sezione due sono stati effettuati tre riconteggi, con risultati diversi.

L’aiutino. «Si è sempre fatto che dal Comune aiutavano ai seggi», dicono in Municipio. Ma l’indicazione del ministero dell’interno è chiara: «Se l'assenza o l’improvviso impedimento del presidente di seggio si verifica nel corso delle operazioni elettorali, il presidente viene sostituito dal vicepresidente».

S’è sempre fatto. «È il sistema elettorale il più incasinato che ci sia», commentano presidente e scrutatori in attesa di essere chiamati al confronto con l’Ufficio elettorale centrale». Ed ancora: «È vero, nell’ultima pagina del verbale si dovevano riportare tutti i dati... Ma ce lo siamo scordati., eravamo “bolliti”...». E poi - in Municipio è un coro - «si è sempre fatto così...Se stai alle regole del ministero non finisci più...».

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Secondo round. Sei i presidenti di seggio già convocati per giovedì mattina. Mercoledì 3, tra coloro che hanno sfilato in Municipio per parlare di fronte al magistrato e ai suoi collaboratori, si sono visti Filippo Guidi (presidente di Sea risorse, segretario in un seggio), il medico Maria Gallo, Massimo Bandini, esponente della sinistra viareggina. Convocati i presidenti delle sezioni 58, 14, 28, 21, 38 (qui non sono stati riportati i nomi dei candidati a sindaco). E via via sono saltati fuori anche problemi sui numeri che non tornano. Per legge (Dpr 570/1960) l’Ufficio centrale elettorale non apre i plichi con le schede e non ne maneggia il contenuto. Il lavoro, dunque, è tutto sui verbali. Che, nel caso del voto viareggino, sembrano aver molto da dire. Alla domanda se vi siano sanzioni per presidenti e scrutatori risponde il ministero dell’interno: l’articolo 96 del Dpr 570/1960 prevede una multa e la detenzione da 3 a 7 anni per chi «appartenendo all’ufficio elettorale, con atti od omissioni contrari alla legge, rende impossibile il compimento delle operazioni elettorali, o cagiona la nullità della elezione, o ne altera il risultato».

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