Giannelli, l’ex libraio esploso nell’arte
Una sua retrospettiva è in corso nel cuore di Roma. Poi la mostra si sposterà a Spoleto e Matera
QUERCETA. Dalla storica Libreria di via Mazzini a Forte dei Marmi a Palazzo Taverna a Roma: un grande salto, come quello che ha voluto fare l'anno scorso Emanuele Giannelli, da librario sui generis a scultore e artista full time. E a giudicare dall'interesse che ha suscitato nella capitale e dagli impegni artistici che l'attendono già a partire dai prossimi mesi, quella di ritornare alla sua carriera artistica appare oggi una scelta meditata e indovinata. «Effettivamente è un ottimo periodo - racconta Giannelli mentre si rilassa nel suo studio tra gli uliveti di Pozzi - perché da poco ho inaugurato la mia prima personale a Roma alla Galleria Emmeotto, che è nelle prestigiosissime stanze di Palazzo Taverna, proprio nel centro storico della capitale».
Una retrospettiva, questa, che presenta circa venticinque opere realizzate negli ultimi tre anni e concepita come un viaggio narrativo e sensoriale, una discesa emotiva tra installazioni che sono storie autonome, momenti biodinamici della sua avventura visionaria tra corpi modellati nella resina. Perché, come sa bene chi lo conosce e segue da anni, Giannelli concepisce la sua scultura come una mappa multiforme del corpo umano e le sue opere pongono spesso interrogativi sui temi della coscienza etica come la mutazione genetica, la moltiplicazione identitaria, le clonazioni e la chirurgia plastica.
Chi non ricorda, ad esempio, 'I Sospesi', della sua personale a Villa Bertelli nel 2013? Cinque sculture di uomini appesi/sospesi nel tempo e nello spazio, sospensione che - come ricorda l'artista - nasce «da un disagio, da un senso di precarietà che viviamo negli ultimi decenni».
«Dopo Roma, comunque la mostra andrà a Spoleto - prosegue Giannelli - proprio a fine giugno, nello straordinario periodo che la cittadina umbra vive ogni anno con l'appuntamento internazionale del Festival dei Due Mondi, manifestazione internazionale di musica arte, cultura e spettacolo. E la mia mostra sarà nel piano nobile del Palazzo Collicola con un'importante occasione di visibilità internazionale».
Infine a settembre il fortemarmino doc Giannelli sarà al Momart di Matera, città che si sta preparando al grande evento di "Matera Capitale della cultura 2019". «Per uno scultore esporre nella Città dei Sassi è un emozione straordinaria. Lì tutto è scultura, in una dimensione spazio temporale davvero unica».
Capacità tecnica e di manipolazione dei materiali che scolpisce e modella fanno di Giannelli un incredibile artista che sta esplorando da tempo una singolare riflessione sulla scultura figurativa. «Credo che ci sia oggi un vuoto nel linguaggio plastico contemporaneo - conclude Giannelli - io cerco solo di trovare un senso di continuità con la nostra tradizione di natura classica, cercando di riempire quel vuoto tra classicità e contemporaneità».
Franco A. Calotti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google