Il Tirreno

Versilia

Musei e gallerie incassano 56.000 euro

A fronte di un costo che supera il milione. E sul sistema gravano i mutui per i palazzi della cultura

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VIAREGGIO. Il “sistema culturale”, il “sistema museale”, la cultura cittadina come “valore” per la città e la sua economia: alzi la mano che non ha sentito i sette candidati a sindaco, in questi mesi di campagna elettorale, esprimersi con queste parole - chi più chi meno - tirati per la manica dai tanti interessi che intorno alle attività culturali più forti (Gamc, Carnevale, Festival pucciniano) si agitano.

Ed allora, leggiamolo in cifre il valore della cultura e del sistema messo in piedi soprattutto nei dieci anni di amministrazione Marcucci (centrosinistra).

Nella tabella a pagina 82 della Relazione tecnica al bilancio annuale di previsione, la spesa che viene indicata per tenere aperti musei, gallerie e mostre è indicata in 1.115.980,63 euro, anno 2014. A fronte di entrate che superano di poco i 200.000 euro (225.817,26). Il risultato è un bel segno meno: 890.163 euro.

Ma ancora più interessante è il dato che deriva dall’analisi delle entrate e delle uscite 2014: 56,342,26 euro dalle tariffe applicate ai visitatori; a fronte di una spesa pari a 594.127,65 euro per il solo personale. Cifra alla quale vanno sommate “altre spese” per 521.853 euro.

Il totale della spesa è inoltre più che raddoppiato - stando ai dati della relazione allegata al bilancio - tra 2013 (510.482 euro) e 2014 (1.116.980). Se di “sistema” si deve parlare, insomma, sembra strutturato più per spendere che per incassare. Pur tenendo saldo il valore sociale degli eventi culturali che devono poter essere accessibili ad ogni cittadino.

I mutui. Ma c’è un elemento che obbliga a riflettere sul carrozzone che le amministrazioni hanno messo in moto quando si parla della cultura e dei suoi luoghi. La quantità di mutui che la città ancora sta pagamento (e fino al 2026 in molti casi non si vede la luce) per alcuni palazzi oggi sede delle attività culturali. Per il solo Palazzo Paolina, una parte del quale è inagibile da quasi due anni, sul bilancio 2014 pesano: 544.909 euro di un mutuo dal 590.388 euro; 28.000 euro di un mutuo dal 70.000; 72.514 di un mutuo da 100.000; 77.288 euro di un mutuo da 106.500 euro. Parte dei quali contratti nel 2009 e con scadenza variabile tra 2018 e 2026.

Per la sola Villa Borbone c’è ancora un mutuo (rinegoziato nel 2006) paria a quasi un milione di euro (931.488). Senza contare i mutui contratti per finanziare il Festival Pucciniano: illegittimi perché non si tratta di mutui per spese di investimento come definite dalla normativa in vigore. (d.f.)

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