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La gente del Pollino premiata per una lotta durata ventotto anni
Cittadinanza onoraria al Comitato anti-inceneritore «Lo dedichiamo a chi era ai cancelli e oggi non c’è più»
PIETRASANTA. Ventotto anni dopo del vecchio “bruciatore” del Pollino resta l’immagine, mai sbiadita, di chi, davanti ai cancelli, gridò la propria rabbia e la richiesta di vedere tutelata la salute di una comunità. Di un’intera comunità. 28 anni dopo, passando attraverso l’attività di due inceneritori, processi, denunce, azioni legali, analisi taroccate, condanne e muri di gomma contro cui andarono ad infrangersi speranze e rabbia, un capitolo, quello dell’impianto di termocombustione è definitivamente chiuso.
Ed il merito di una battaglia infinita fatta di carte bollate e mani alzate, non in segno di resa, ma di protesta civile e sdegnata, davanti agli ingressi dello stesso impianto, va a “quelli del Comitato”, all’Associazione per la tutela ambientale della Versilia, che si è vista assegnare, ieri mattina, dal sindaco Domenico Lombardi, in una sala consiliare tracimante di persone e ricordi, la cittadinanza onoraria. Un riconoscimento di cui si era fatto interprete e promotore, nei mesi scorsi, il consigliere comunale Fabio Simonini.
«Ma noi non siamo degli eroi, siamo solamente persone comuni che con la forza della legge e della ragione sono riusciti a vincere. Anche se ci sono voluti 17 anni (tanti sono trascorsi dall’apertura, nell’ottobre del 1997, del secondo inceneritore del Pollino, ndr) anche se oggi in molti che manifestarono davanti a quel cancello non ci sono più. Ed è a loro che va il nostro primo pensiero. Non è stato semplice - dicono Daniela Bertolucci, Valerio Baldacci e Cinzia Bertuccelli a nome dell’associazione - arrivare alla chiusura dell’impianto perché troppo a lungo siamo rimasti inascoltati. Abbiamo agito documentandoci, portando ciascuno le proprie conoscenze, circondandoci di esperti e di persone generose che hanno sposato la causa. Tanti ci sono stati vicini nel nostro lungo cammino, soprattutto in questo ultimo scorcio di battaglia. A tutti loro va la nostra gratitudine, ma soprattutto il nostro abbraccio sincero e fortissimo va a chi, fin dal primo giorno, fin dalla nascita del comitato - ispirato da Ario Lari - ha combattuto contro tutto e tutti per sostenere che quell’impianto celava inadeguatezze e non rispettava alcuna prescrizione di legge. Avevamo ragione. E abbiamo vinto tutti insieme. Ed oggi ci sembra di stare in un sogno: l’inceneritore non c’è più e il Comune riconosce, con un atto ufficiale e prestigioso, il nostro impegno civile».
Richiama ad un serio impegno in chiave ambientale anche l futuro sindaco di Pietrasanta, Domenico Lombardi. «Perché non andrà mai abbassata mai l'attenzione sui temi della salute pubblica, prioritaria ad ogni altro aspetto. La politica deve delle scuse, e parlo in generale, al Comitato, alla gente del Pollino, a chi in questi anni si è speso in ogni sede per vedersi riconoscere i propri diritti. Un forte e sincero grazie all'Associazione che ha tutelato gli interessi di tutta la comunità». Parole a monito quelle di Simonini. «Chi era davanti a quei cancelli, quel giorno, aveva ragione. Chi non c’era, la politica, ha poi avuto torto. Oggi è una festa per Pietrasanta e mai come in questo momento sono stato orgoglioso del mio ruolo di consigliere. La politica, per anni, ha lasciato sole queste persone che però, alla fine, hanno resistito e vinto». Commosso l’assessore Pietro Lazzerini. «Ho vissuto in prima persona i giorni della protesta davanti ai cancelli e quello che ne è conseguito quando dicevamo no alla morte e si alla tutela della nostra salute. Il Comitato, e la gente del Pollino sono stati un esempio. E resteranno un esempio, non solo nella nostra terra».
L’impianto non riaprirà più: non lo impongono sola la legge e il buon senso, la memoria e il rispetto per ciò che è stato, ma anche una norma del regolamento urbanistico. In quella sede, sopra quel cumulo di ceneri evaporate sarà infatti realizzato un centro polifunzionale per l’ambiente.
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