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Versilia

Gli hotel: «In ballo i posti di lavoro»

Gli hotel: «In ballo i posti di lavoro»

Parla il presidente della categoria: «Un colpo devastante all’immagine turistica»

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MARINA DI PIETRASANTA. «A noi preme solo che sia risolto il problema: non ci interessano le polemiche, ma non possiamo però accettare l’idea di vedere messi a rischio tanti posti di lavoro».

Corrado Lazzotti, presidente dell’associazione albergatori, nella giornata di ieri ha incontrato l’assessore Italo Viti a margine del divieto di balneazione a Fiumetto. «Un devastante colpo all’immagine del nostro turismo, questo divieto. Alla pari di quelli precedenti. Chi mi conosce sa che non amo le polemiche e gli scontri dialettici: a Viti ho semplicemente chiesto, a nome della categoria, di adoperarsi al massimo per evitare futuri nuovi divieti».

«Sono anni - prosegue il presidente degli albergatori - che sentiamo parlare di acido peracetico, impianti, ionizzazione, modalità di prelievo, reti fognarie, competenze varie e via dicendo, ma alla fine risiamo sempre al punto di partenza. Ecco, quello che vogliamo dire – continua Lazzotti – è che non ci interessa sapere se e chi ha sbagliato, ma più semplicemente che tutto questo non ricapiti più. Si uniscano le forze per evitare a Marina di Pietrasanta e alla Versilia nuove ordinanze di divieto perché poi il clamore mediatico che ne deriva è veramente penalizzante per la nostra economia».

«Ed anche un problema limitato – prosegue Lazzotti – come quest’ultimo visto che riguarda solo un punto di campionamento a Fiumetto, diventa ovunque ‘ mare sporco’ in Versilia. E noi imprenditori così come tutti i lavoratori che campano di turismo, tutto questo non possiamo proprio permettercelo. Da parte degli albergatori, quindi, c’è la più completa disponibilirà e collaborazione, ma sta a chi di dovere intervenire e risolvere, una volta per tutte, la questione garantendo una balneazione sicura».

Fin qui le parole di Lazzotti, mentre a Fiumetto e dintorni, ieri mattina, in particolare fra alcuni concessionari, l'umore non era dei migliori. «Ancora una volta si comincia la stagione con un divieto di balneazione: per un anno i nostri politici fanno riunioni, firmano documenti e se ne escono con rassicurazioni verbali e poi, alla prima occasione, ecco scattare lo stop ai tuffi in mare. E nessuno si assume mai un minimo di responsabilità, nessuno che ammetta di avere sbagliato - contestano diversi operatori - qui non è questione di colore politico, ma di capacità o meno di risolvere un problema. Fino ad oggi questa capacità non è stata dimostrata ed a rimetterci, alla fine, sono le imprese e i lavoratori».

Il clima, insomma, è rovente e non aiuta il fatto che solo per agosto si preveda l’entrata in funzione di strumenti adatti a risolvere o almeno contenere il problema dell’inquinamento del mare.

Luca Basile

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