Giallo sull’obbligatorietà dell’ordinanza firmata dal sindaco
Chi, anche ieri, incuriosito dalle notizie stampa, è andato a cercare i dati delle analisi sulle acque di balneazione effettuate da Arpat e disponibili sul sito si è stupito di non trovare alcun...
Chi, anche ieri, incuriosito dalle notizie stampa, è andato a cercare i dati delle analisi sulle acque di balneazione effettuate da Arpat e disponibili sul sito si è stupito di non trovare alcun riferimento al divieto temporaneo scattato a Fiumetto. Ma a questo c’è una spiegazione che, tuttavia, apre un giallo intorno al provvedimento adottato dal Comune. «Il punto di prelievo dove è stato registrato uno sforamento - spiega Arpat - è uno dei due punti di prelievo aggiuntivi, richiesti dal Comune, che hanno valore conoscitivo. Se vengono superati i limiti scatta una comunicazione al Comune e rientra nella discrezionalità del sindaco l’emissione di una ordinzana». Insomma: l’ordinanza poteva essere vitata? «La comunicazione di Arpat non si presta ad interpretazioni: l'Agenzia, mercoledì scorso, ci ha informato dell'esito sfavorevole delle analisi in un punto di campionamento del mare di Fiumetto richiamandoci agli adempimenti di nostra competenza». Un atto dovuto e non una decisione che si poteva eventualmente evitare, quella del divieto di balneazione, fa sapere il sindaco Domenico Lombardi. «Nella lettera di Arpat c'è il richiamo all'articolo 6 comma 4 del D.M del 30 marzo 2010. Articolo che impone il provvedimento di divieto di balneazione non appena ricevuta notizia dell'esito sfavorevole delle analisi in mare - spiega Lombardi - Quindi nessuna interpretazione da parte del sottoscritto, ma completa applicazione della legge. Detto questo, obbligatorietà o meno, avrei comunque firmato lo stop ai tuffi in mare, perchè in presenza di analisi sfavorevoli il mio primo compito è tutelare la salute delle persone. Il resto viene sempre dopo». (v.l. - l.b.)
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