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letteratura

Debutto in giallo per Elena Torre al Salone di Torino

di Cristina Bulgheri
Elena Torre
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Elena Torre

Dopo tante pubblicazioni, la scrittrice di Viareggio approda a un editore nazionale

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VIAREGGIO. Sembrava un sogno inafferrabile, invece il desiderio di trasformare la sua più grande passione - la scrittura - in un lavoro, si è trasformato in realtà con l'approdo ad una casa editrice nazionale. La pubblicazione del suo ultimo libro "Il segreto dei custodi della fede" con Cairo Editore segna infatti il debutto di Elena Torre, scrittrice e giornalista viareggina, sulla scena letteraria italiana, permettendole anche di strappare un biglietto per il Salone del libro di Torino che si è aperto ieri al Lingotto.

Emozionata per questa prima volta?

«Moltissimo. Essere invitati a Torino non capita tutti i giorni. Venerdì (oggi) alle 14 sarò ospite al padiglione di Toscana Promozione per presentare "Il segreto dei custodi della fede"nell'ambito di un focus sulla via Francigena. Il mio infatti è il primo romanzo in assoluto che tratta la via Francigena: finora il tema era stato affrontato soltanto in saggi o guide».

Si parte da Lucca con un omicidio sul sagrato della cattedrale e si arriva ...?

«Si arriva persino a Ginevra, a Londra, coniugando passato e presente. Il mio è un thriller gotico ma anche archeologico, basato su informazioni storiche vere, per questo gode del patrocinio dell'Aevf, l'Associazione Europea Vie Francigene che ha curato anche la postfazione».

Gotico, archeologico ma anche esoterico, i tarocchi hanno un ruolo rilevante...

«In effetti tutto inizia con il ritrovamento del cadavere del custode del Museo della Cattedrale di Lucca al centro della piazza in una posizione strana in cui l'esperta di simbologia riconosce immediatamente l'iconografia del Matto, uno degli Arcani Maggiori dei tarocchi».

È una situazione che ricorda da vicino “Il codice da Vinci” di Dan Brown.

«Si può anche non crederci ma "Il segreto dei custodi della fede" è stato scritto molto prima, come dimostrano i diritti depositati alla Siae. Lo scrittore ha un occhio sulla realtà particolare che gli permette di intuire come sarà il vento».

E come è nata l'idea?

«È nata appunto tanti anni fa, quando giocavo ai giochi di ruolo come master: si crea un canovaccio di storia poi nello svolgimento dell’azione, grazie alle alleanze, alle complicità dei vari gocatori che interpretano i diversi personaggi, ne viene fuori un racconto corale».

Pur muovendo i passi dalla cattedrale di Lucca nel libro - al di là dei campanilismi - c'è molta Viareggio.

«Viareggino è il commissario Biagini chiamato di rinforzo a condurre le indagini, e come lui un avvocato e un sedicente archeologo. Ci sono i panini di Adone, o meglio lo “special crudo” piatto base dei pranzi e delle cene del Biagini, così come ci sono il farro della Lucchesia e i biscotti Fior di riso dell'Arte Bianca».

Dopo tanti racconti, saggi, testi teatrali, romanzi, fiabe per bambini, l'approdo alla dimensione del giallo: come mai?

«Perché sono curiosa e complottista di natura, insomma per me c’è sempre qualcosa sotto, non è solo tutto quel che vediamo».

Nel lungo curriculum c’è anche la sperimentazione della scrittura, sempre di romanzi gialli, a quattro mani con Anna Marani: meglio in due che da soli?

«Sicuramente in due è più divertente, ma funziona solo se c’è il massimo reciproco rispetto della scrittura dell'altro. Se la tentazione è quella di correggersi a vicenda, il tandem non funziona, bisogna invece lavorare al meglio su un progetto condiviso».

E ora quali progetti ci sono in ponte dopo Torino?

«Sicuramente il tour delle presentazioni del libro con una tappa alla libreria La Vela il 5 giugno alle 18 con tanto di merenda “pellegrina” in onore alla Francigena, poi l'8 sarò a Cecina, il 26 luglio a Seravalle Noir, il 27 ad Altopascio poi nelle Marche e poi vedremo".

E dopo, sul fronte della scrittura?

«Il libro lascia la porta aperta… se i lettori dimostraranno di gradire e faranno intendere di volerne sapere di più io sono disponibile a raccontare ancora le avventure di tutti questi personaggi».

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