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Il cugino Roberto è alla sbarra come mandante

Il cugino Roberto è alla sbarra come mandante

CAMAIORE. Unico imputato del processo che si apre oggi in Corte d’Assise a Lucca è Roberto Romanini, cugino della vittima Stefano Romanini. Secondo la Procura di Lucca - che ha chiesto e ottenuto il...

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CAMAIORE. Unico imputato del processo che si apre oggi in Corte d’Assise a Lucca è Roberto Romanini, cugino della vittima Stefano Romanini.

Secondo la Procura di Lucca - che ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio dell’imprenditore - sarebbe stato lui il mandante del delitto. Per questioni economiche, visto che i due erano stati soci in affari e che il rapporto non si era chiuso bene. Con pendenze di alcune centinaia di migliaia di euro.

Al momento resta ignoto il volto del killer, anche se la Procura ritiene di avere elementi in grado di chiarire questo punto anche nel processo che si apre oggi.

Romanini ora è agli arresti domiciliari, ma per un’altra vicenda: a marzo scorso, infatti, è stato condannato a sedici anni per il sequestro dell’ex socio in affari, l’imprenditore italo-finlandese Loreno Dalla Valle. Una vicenda dai risvolti inquietanti, secondo quanto emerso dalle indagini della squadra mobile di Lucca: Romanini avrebbe ricattato Dalla Valle, allo scopo di estorcergli un mega-contratto da 3,5 milioni di euro per l’esclusiva del mercato dei funghi in Scandinavia, anche tramite un video hard.

La difesa di Romanini, affidata all’avvocato genovese Maurizio Tonnarelli, ha sempre negato l’esistenza di un ricatto del genere, sostenendo che il video era stato richiesto dalla stessa presunta vittima. Contro questa condanna, non a caso, l’avvocato Tonnarelli farà appello.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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