Il presidio
Guadagna 200.000 euro ma chiede l’assegno sociale
L’Inps di Viareggio fa una verifica e scopre che la presunta povera in realtà se la passa bene. Decine i casi simili in Versilia: tutti a rischio di una denuncia per tentata truffa allo Stato
VIAREGGIO. Chiede la pensione sociale (circa 500 euro al mese) sostenendo di essere a reddito zero. Ma la consueta verifica incrociata dell’Inps con il Fisco la smaschera: la donna, viareggina doc, ha dichiarato guadagni per oltre 200.000 euro. E per quella richiesta fasulla - che ovviamente è stata respinta - ora rischia grosso: una denuncia per falso e tentata truffa ai danni dello Stato.
Decine di casi. Come la protagonista di questa vicenda, sono decine i casi di persone che cercano di sfruttare l’assistenza ai più poveri conquistata con lo Stato sociale e con anni di battaglie. Un comportamento che va a danno di chi, invece, ha pieno titolo a godere di questo tipo di aiuti. L’assegno sociale è una di quelle prestazioni di cui c’è più bisogno: è riservata ad anziani con redditi inferiori agli 11.000 euro annuali. Ma non tutti coloro che ne fanno richiesta sono in questa condizione. Questi furbetti compilano una dichiarazione, affermando di non percepire introiti, o di avere redditi bassi, quando in realtà non è così. L’Inps, però, i controlli li fa. E, nel caso della signora di cui parlavamo prima, ha scoperto che il reddito non era affatto pari a zero, bensì di 200.000 euro. Lei ha replicato che si era dimenticata di comunicare il proprio reddito, ma questa giustificazione non basterà ad evitarle dei guai.
I controlli incrociati. Come lei, in tanti vengono messi nel mirino per le autocertificazioni fasulle, soprattutto per quanto riguarda i ticket sanitari. E quando si scopre che qualcuno ha detto il falso sui propri guadagni, spesso scatta un approfondimento da parte della Guardia di finanza. Che lavora a stretto contatto con enti come Inps e Asl.
Il monito su Facebook. L’aspetto curioso di questa vicenda è che è stata accennata in un post su Facebook - senza fornire particolari per impedire qualsiasi tipo di riconoscimento - dal direttore dell’Inps di Viareggio Giancarlo Iannella. Iannella è un funzionario pubblico che ha fatto della lotta ai furbetti una bandiera della sua attività professionale. Due anni fa fece mettere un cartello nella sede di via Garibaldi, rivolto a tutti coloro che continuavano a chiedere le indennità di disoccupazione e gli assegni familiari già ricevuti. Succedeva, infatti, che in molti si presentavano agli sportelli sostenendo di non aver percepito una o più mensilità, quando invece i soldi li avevano avuti. Non si poteva escludere la buona fede di alcuni, ma dato il numero elevatissimo di richieste di questo tipo, era chiaro come il sole che c’era chi mentiva. E l’Inps li avvertiva: vi denunciamo. Ora questo episodio, che il direttore ha accennato in un post in cui ha ricordato a chi spetta la prestazione sociale e a chi no. «Un monito - dice - per tutti quelli che non rispettano le leggi».
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