Il Tirreno

Versilia

IL futuro della confraternita

Quattro candidati per sostituire Roberto Monciatti

di Claudio Vecoli
Quattro candidati per sostituire Roberto Monciatti

VIAREGGIO. Il dopo Monciatti? Per ora resta tutto da decodificare. Dopo le dimissioni a sorpresa del presidente della Misericordia, gli scenari che si profilano nelle stanze di via Cavallotti sono...

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VIAREGGIO. Il dopo Monciatti? Per ora resta tutto da decodificare. Dopo le dimissioni a sorpresa del presidente della Misericordia, gli scenari che si profilano nelle stanze di via Cavallotti sono ancora tutt’ altro che chiari. L’unica cosa certa sembra la fine di un’era durata ventotto anni e che ha avuto in Roberto Monciatti il padre-padrone della Confraternita. Ma chi subentrerà al suo posto e dunque chi dovrà gestire uno dei passaggi più delicati della storia dell’associazione non è ancora deciso. E l’impressione che si respira è che la schiera degli oppositori a Monciatti non sia affatto compatta.

Di nomi di successori, al momento, ne circolano almeno quattro. Una candidatura - pur non pronunciando mai il suo nome - l’ha lanciata proprio Roberto Monciatti nel suo addio (televisivo) dagli schermi di ReteVersilia. Si tratta di Gabriele Cipriani, medico ospedaliero al Versilia e considerato uno dei più accesi oppositori al presidente dimissionario. Tant’è che più di uno ha letto nell’investitura del dottor Cipriani da parte di Monciatti proprio la volontà di bruciarne il nome e di creare divisioni nel variegato partito degli antimonciattiani. Al momento, però, lui stesso sembra essersi defilato, visto che nel corso di una riunione tenutasi ieri pomeriggio ha detto di non essere ancora pronto per una sua candidatura a capo della Misericordia.

Fra i nomi alternativi che circolano, due sembrano essere i più accreditati. Uno è quello dell’attuale vicepresidente Giorgio Croci, che però non tutti gli oppositori di Monciatti vedono di buon occhio. L’altro è quello di Riccardo Mirarchi, altro personaggio storico della Confraternita di via Cavallotti. Ma nessuno dei due sembra ancora poter coagulare intorno alla propria figura la maggioranza del consiglio della Misericordia. Fra ipotesi (per ora solo accennate) di commissariamento e identikit di possibili candidati al ruolo di presidente si fa avanti anche l’ipotesi di un ritorno da protagonista di Giuliano Micheli, per anni braccio destro di Monciatti poi entrato in rotta di collisione con il numero uno di via Cavallotti.

Dopo il nulla di fatto della riunione di ieri, il gruppo dei consiglieri che in questi mesi ha provocato la caduta di Monciatti tornerà a riunirsi nelle prossime ore. Anche perché i tempi stringono. Lo stesso vicepresidente Croci vuole infatti convocare entro lunedì il Magistrato (l’organo esecutivo della Confraternita) per ratificare le dimissioni di Monciatti e, entro il sabato successivo, riunire il consiglio per l’elezione del nuovo presidente. Ma i tempi potrebbero non essere così brevi...

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