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Thomas il “bimbo” fa sognare il Pozzo
Palio dei Micci di Querceta: la favola del giovane fantino, appena venti anni, in groppa all’anziano miccio Don Pippo incanta i contradaioli
QUERCETA. Dopo 11 anni il gonfalone del Palio dei Micci di Querceta (ideato e realizzato da Alfieri Tessa, uno dei padri della manifestazione versiliese venuto da poco a mancare) torna a percorrere le strade di Pozzi.
È stata infatti l'omonima contrada del Pozzo a festeggiare domenica 3 la vittoria della 60esima edizione del Palio quercetano. Stracciando ogni pronostico il giovanissimo fantino (ha solo 20 anni) Thomas Bresciani in sella al suo fedelissimo miccio "Don Pippo" (che di anni ne ha ben 11, non proprio un giovincello secondo i criteri degli asini, ma che con Thomas ha corso ben 7 volte nel circuito dello stadio "Buon Riposo") ha lasciato tutti a bocca aperta guadagnandosi a pieno titolo una vittoria incontestabile.
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Ancora una volta dunque il Palio dei Micci non manca di sorprendere il pubblico che, pur non facendo registrare appieno un sole-out (contrariamente a quanto avvenuto nella passata edizione), ha spento più che degnamente le 60 candeline. L’unica nota amara alla fine, pur senza episodi di protesta violenta nel corso della giornata di ieri, è stato il vuoto lasciato dai due micci (quello del Ponte e quello della Lucertola) ritenuti non idonei alla visita medica. Le due contrade tra l'altro hanno presentato alla Pro Loco un certificato medico a testimonianza dell'impossibilità di utilizzare anche il miccio di riserva finendo così per non partecipare affatto alla corsa. Sulla griglia di partenza dunque solo sei micci su otto. Per la prima volta nella storia della manifestazione.
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La giornata. Scongiurato l’incubo ricorrente del Palio dei Micci, con il cielo di Querceta che dopo una mattinata incerta ha mostrato progressivi segnali di schiarita fino a far spuntare (proprio nel momento della corsa degli asini) i caldi raggi del sole, la festa delle otto contrade ha intrapreso fin da subito i binari giusti: nessun intoppo o ritardo, con lo speaker Luca Garfagnini che ha dato il via alla manifestazione alle 16 in punto e lo spettacolo delle sfilate e dei temi (alcuni riferiti al mondo orientale, altri chiaramente allusivi al "compleanno" del Palio) che ha affascinato i tanti che hanno popolato gli spalti e le gradinate dello stadio Buon Riposo di Pozzi. Innegabilmente presente nell'aria tuttavia, specialmente tra gli organizzatori, lo spauracchio di qualche protesta violenta che facesse seguito alle vicende degli ultimi giorni: ma alla fine, anche tra le contrade, ha prevalso la voglia di festeggiare il Palio.
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La corsa. Dopo la riconsegna dei premi (il gonfalone del Palio, ma anche il premio "Meccheri" e l'Alabarda d'Oro) è giunto perciò il momento più atteso: quello della corsa. Due sole false partenze, entrambe per questione di poche millesimi, poi il via ufficiale. «È buona, è buona» grida nel microfono il presidente Pro Loco Franco Burroni, e subito gli sguardi corrono alla prima curva: fin da subito si notano i colori bianco-rosso del Pozzo spiccare là davanti a tutti, ma pochi danno davvero credito inizialmente a quel "bimbo" sul miccio inseguito a breve distanza dai più esperti Francesco Piramidi (Ranocchio) e Andrea Polacci (Leon d'Oro). Poi però, già al primo passaggio sul traguardo, diventa chiaro a tutti che Thomas Bresciani e Don Pippo hanno perfettamente la situazione in pugno: lo stacco dagli avversari in lotta tra loro (la Quercia supererà il Leon d'Oro al terzo giro) è sempre più evidente finché il sogno dei contradaioli del Pozzo assiepati lungo le transenne si trasforma chiaramente in realtà all'ultima curva. Il più giovane fantino in gara taglia il traguardo e la bolgia esplode commuovendo e soprattutto lasciando tutti gli altri a bocca aperta. Cervia, Leon d'Oro e Madonnina (gli ultimi in ordine di arrivo) quasi faticano a raggiungere il traguardo facendosi largo tra la folla in festa che già osanna il giovane Bresciani come nuovo eroe della contrada.
Il vincitore. Trascinato giù dal dorso di Don Pippo, il ventenne (figlio d'arte, suo padre fu storico fantino biancorosso) Thomas Bresciani è strattonato, abbracciato, addirittura baciato da alcuni suoi contradaioli con le lacrime agli occhi: è lui ad aver regalato al Pozzo un successo che mancava dal 2004. «Non posso davvero essere più felice di così - dichiara il giovane fantino, che subito difende il suo asino - tutti qua davano Don Pippo come un miccio finito perché in 7 anni che corriamo assieme non ha mai vinto niente, e invece adesso siamo finalmente davanti a tutte le altre contrade: è una bella rivincita anche per lui, se lo merita. Personalmente vincere in questo modo è un'emozione immensa che aspettavo di provare da tempo, per cui me la voglio godere fino in fondo. Se me lo aspettavo? Non di vincere - risponde Bresciani - ma sapevo che avremmo fatto una bella gara: Don Pippo rispondeva bene già nei giorni scorsi e oggi alla partenza ho capito che avremmo potuto vincere». «Vincere il Palio al primo anno di presidenza non ha prezzo - dichiara invece il presidente del Pozzo Alessio Quiriconi - sarò sincero, alla vigilia non pensavo potessimo vincere: Thomas è giovane e c'erano fantini con grande esperienza in gara. Invece lui e il suo miccio sono stati fenomenali: già alla prima curva ho cominciato a crederci e quando li ho visti tagliare il traguardo la gioia è stata incontenibile. Se fossimo stati in otto? Non so, forse avremmo vinto ugualmente - commenta Quiriconi - perché oggi siamo stati veramente fortissimi. È una vittoria che dedico a mio padre e al nostro storico contradaiolo, da poco scomparso, Giuseppe Bertonelli».
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