Il Tirreno

Versilia

Il mercato ittico passa alla Regione: lavori e concessione

di Donatella Francesconi
Il mercato ittico passa alla Regione: lavori e concessione

Finanziato nel 2007 per 2,5 milioni e mai completato La decisione del commissario straordinario è oggi ufficiale

4 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Il nuovo mercato ittico, mai completato, passa alla Regione. Ed il Comune di Viareggio rinuncia formalmente alla concessione demaniale dell'area sulla quale il "fantasma" insiste. Come da delibera numero 60, approdata all'Albo pretorio in questo fine settimana e firmata dal commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo. Si chiude qui, per quanto riguarda il Comune e le sue amministrazioni, una vicenda che è una sconfitta della città e di chi l’ha governata. Vicenda passata al setaccio anche dall'inchiesta del Nucleo investigativo dei carabinieri di Lucca (pm Fabio Origlio) archiviata dal Gip del Tribunale di Lucca. Al centro dei sospetti degli inquirenti, il sistema delle progettazioni (interne ed esterne) e le cifre dei lavori. In merito alle quali - scrive il gip nell'ordinanza di archiviazione che blocca la richiesta di intercettazioni e perquisizioni - Riccardo Raffaelli, storico dirigente dei lavori pubblici oggi in pensione - ha portato al giudice elementi «che danno puntualmente conto della destinazione delle somme stanziate dalla Regione e della correttezza del loro impiego».

Le somme residue, il completamento dei lavori e la concessione demaniale, da oggi non sono più nella disponibilità del Comune. Starà alla Regione effettuare tutte le verifiche necessarie alla ripresa dei lavori, la cui seconda parte è stata affidata - è uno degli ultimi atti della Giunta Betti - alla impresa Ascani Costruzioni di Grottammare (Ascoli Piceno). Resta da capire se sarà necessario bandire una nuova gara o se la Regione potrà procedere sulla strada tracciata dal Comune. La cui situazione di dissesto - così si legge nella delibera - «non consente il rispetto dei termini di pagamento previsti dalla normativa vigente e la tempestività dei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni, come da normativa«.

La storia e le cifre. Tornano all'Autorità portuale regionale i 2.357 metri quadrati di concessione demaniale sulla quale il futuro nuovo mercato è venuto su in parte, con i lavori affidati ed eseguiti dalla Quadrifoglio, azienda fallita anche per la difficoltà a riscuotere dal Comune il dovuto, come si legge nei carteggi impresa-Ente pubblico. Due milioni e mezzo di euro lo stanziamento della Regione nel 2007. Il totale degli importi liquidati - come riportato nella delibera in questione - ammonta a 975.437,09 euro per la prima fase, fino alla risoluzione del rapporto con la Quadrifoglio. Di questi 85.605,66 euro - è la cifra in delibera - sono il totale liquidato per il progetto esecutivo a forma Tomassi-Mannelli. Un secondo progetto esecutivo - ricostruisce l'atto del commissario Romeo - viene pagato 31.377,21 euro (determina 1458 dell’11 agosto 2014) ed è relativo alle opere di completamento del mercato. Lavori previsti per 1.518.857,98 euro.

Progettazione continua. Nell'esaminare i molti cartolari che contengono tutta la storia del mercato ittico mai terminato, oltre alle tavole di una progettazione interna (a cura di un gruppo composto dal dirigente Raffaelli e dai tecnici comunali Frediani, Pierotti, Mattioli, Del Carlo e Dal Pino) che riporta la dicitura "annullata", con data 22 ottobre 2007, poi sostituite il mese successivo da quelle dello studio Tomassi-Mannelli, c'è un botta e risposta con gli altri Enti. Il 5 novembre 2009 è il Genio civile che scrive al Comune: manca il piano di manutenzione dell'opera e «i metodi di indagine per la caratterizzazione del suolo dal punto di vista geotecnico e sismico non sono adeguatamente sufficienti al rispetto del decreto ministeriale 14/0)/2005». Nel 2008 - è la delibera dello scorso aprile a mostrarlo - la perizia geologica fu pagata 9.792 euro; l'anno successivo l'integrazione necessaria fu liquidata per 6.823,80 euro.

Il 2 aprile 2014 è la Asl Versilia a scrivere al dirigente Raffaelli: «Il bar del primo piano è privo di antibagno per il personale addetto». Come dire che manca il livello base di quanto la normativa prevede anche per la più piccola delle attività commerciali.

La macchina del ghiaccio. Senza contare la vicenda della macchina del ghiaccio, finita all'attenzione della Procura. Nella relazione generale delle opere di completamento a firma del'architetto Tomassi, quella relativa al supplemento di progettazione datato 2014,si legge: «Per trasferire e collocare all'interno del nuovo mercato la macchina del ghiaccio esistente, acquistata con l'obbligo di trasferire nel nuovo edificio, pena la perdita e la restituzione del finanziamento regionale, occorre - data la sua stessa altezza - realizzare un doppio volume». Che, evidentemente, nella prima progettazione non c'era. Nonostante la macchina del ghiaccio sia stata collocate nel 2010 nel vecchio mercato. La conclusione di chi ha indagato, filtrando ogni testimonianza fino a fissare l'essenziale, è inevitabile: «Non può certamente intendersi un lavoro imprevedibile e sopraggiunto». E Niclo Vitelli, presidente del consorzio “Cittadella della pesca” racconta: «Durante l'amministrazione Lunardini ai Tavoli blu in Provincia era presente il Comune. E gli Enti concordarono gli acquisti dei macchinari per il vecchio mercato con l'obiettivo di trasferirli nel nuovo». Impossibile sbagliare/dimenticare, dunque. Oggi su tutto questo groviglio dovrà mettere occhi e mani la Regione.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino