Il Tirreno

Versilia

Da Roma i soldi per lo stato di calamità

di Valentina Landucci
Da Roma i soldi per lo stato di calamità

Gli enti locali verranno risarciti per i danni della tempesta del 5 marzo. Primi interventi anche a favore delle imprese

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CAMAIORE. C’è il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale per i danni provocati dalla tempesta di vento dello scorso 5 marzo in versilia. Il via libera è arrivato dal consiglio dei ministri convocato nel tardo pomeriggio di ieri. E l’ok del governo si tradurrà nella copertura, per le amministrazioni pubbliche coinvolte, dei costi per le somme urgenze sui territori devastati dalla furia del vento.

Ma non è l’unica buona notizia che arriva da Roma per la Versilia.

«Oltre al riconoscimento dello stato di emergenza - spiega l’onorevole Raffaella Mariani (Pd) - come richiesto dalla Regione Toscana con la destinazione delle risorse per far fronte alle principali urgenze, è stato approvato il decreto legge “Disposizioni urgenti in materia di rilancio dei settori agricoli in crisi, di sostegno delle imprese agricole colpite da eventi di carattere eccezionale e di razionalizzazione delle strutture ministeriali” al cui interno sono previste misure per le attività agricole danneggiate dai recenti eventi calamitosi. Un grazie al Governo Renzi che ha voluto corrispondere, anche attraverso il provvedimento sull'agricoltura colpita, alle moltissime richieste di aiuto arrivate dopo le ultime calamità».

Ad annunciare come ormai prossimo il via libera allo stato di calamità insieme a provvedimenti a favore delle imprese agricole più colpite era stato il sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto. Proprio lui nei giorni scorsi aveva sollecitato l’intervento del governo in considerazione delle difficoltà, per i Comuni, di far fronte con proprie risorse di bilancio ai costi dell’emergenza relativi a edifici pubblici danneggiati, strade invase da tronchi, impianti in tilt per colpa del crollo degli alberi e così via. Costi da coprire, tramite l’approvazione di debiti fuori bilancio, con la parte corrente delle risorse pubbliche. Le stesse risorse destinate, per intenderci, a servizi essenziali come scuole e sociale, evidentemente a repentaglio nel caso dal governo non fosse arrivato il via libera allo stato di calamità.

Il conto della parte pubblica dei danni, in provincia di Lucca, era arrivato secondo una prima rendicontazione a 28 milioni e 409mila euro. Una cifra comunque molto inferiore ai danni subiti dai privati, cittadini e imprese, pari a 205milioni e 900mila euro.

Per loro, per cittadini e imprese, al momento non sono previste forme di risarcimento se non attraverso due distinti provvedimenti.

Il primo, già noto, è quello della Regione che ha messo a disposizione 3 milioni di euro da assegnare - nella misura massima di 5mila euro - a chi ha avuto danni alle abitazioni (solo per le prime case non assicurate a fronte di un reddito familiare inferiore a 36mila euro). In questo caso la documentazione per ottenere gli aiuti deve essere consegnata entro il 15 di maggio.

Il secondo provvedimento è stato varato dal governo ieri insieme allo stato di calamità, e riguarda le aziende del settore agricolo e florovivaistico. Nell’ambito del decreto legge “Disposizioni urgenti in materia di rilancio dei settori agricoli in crisi”, come spiegato dal ministro Maurizio Martina è stata concessa una proroga dei termini per accedere «agli interventi compensativi per il rispristino delle attività economiche e produttive colpite da alluvioni e maltempo nel 2014 e 2015». Aiuti che, ha sottolineato lo stesso ministro, erano particolarmente attesi in Toscana e Liguria.

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