Centro documentario: la consultazione solo in biblioteca
L’archivio rimane al secondo piano ma non per il pubblico Raccolte oltre duecento firme per mantenerlo aperto
VIAREGGIO. Il Centro documentario storico di Palazzo delle Muse non si sposta dal secondo piano di Palazzo delle Muse, ma i documenti ed i giornali saranno consultabili in biblioteca, al piano terra dello storico palazzo di piazza Mazzini. È l’accordo raggiunto per evitare la chiusura di tutti i piani, a seguito del sopralluogo dei vigili del fuoco competenti per il rilascio del certificato di prevenzione incendi. Gli uffici del Centro documentario, aperto nel 1963 grazie alla volontà e alla passione di Francesco Bergamini, resteranno al secondo piano, ma non accessibili al pubblico. Condizione perché Palazzo delle Muse possa essere finalmente in regola con la normativa e dotato di agibilità.
In difesa del Centro documentario sono state raccolte, nei giorni scorsi, 227 firme in calce all’appello promosso da Franco Anichini, Corrado Benzio, Stefano Bucciarelli, Marco Lenci, Riccardo Mazzoni, Antonella Serafini. Appello al quale hanno aderito i candidati a sindaco Filippo Antonini, Luca Poletti e Alessandro Santini.
Soluzione trovata, dunque, e trasloco scongiurato. Ma questo non cancella - e nient’altro può farlo - i fatti che hanno portato alla situazione attuale. «Il secondo piano di Palazzo delle Muse - spiega il dirigente dei lavori pubblici, architetto Franco Allegretti - non è previsto nel progetto dei lavori che hanno portato, nel 2008, all’apertura della Gamc. Progetto che prevedeva solo piano terra e primo piano». Da allora ad oggi, nonostante il turbinio di contratti esterni a professionisti che dell’agibilità e della messa in regola rispetto alla prevenzione incendi avrebbero dovuto occuparsi e non l’hanno fatto - come dimostrano gli atti dello stesso Comune e le indagini minuziose dei carabinieri - le attività sono iniziate e continuate senza agibilità e senza certificazione. È andata bene. Ma se mai l’allarme antincendio fosse entrato in funzione e qualcuno avesse solo accusato un po’ di tosse tra uffici al secondo piano, Gamc e biblioteca frequentatissima, oggi racconteremmo un’altra storia.
Senza dimenticare che Palazzo delle Muse dovrebbe essere dotato di una scala antincendio esterna pagata e mai realizzata. Nessuno su questo ha mai dato spiegazioni, nonostante “il Tirreno” ne abbia dato conto dettagliatamente. Nè gli amanti/difensori della cultura a Viareggio (e del suo sistema “gonfiato” come messo in evidenza dall’ispezione del ministero dell’economia) abbiano mai raccolto firme per la sicurezza ed il rispetto della legalità, ma soprattutto senza che nessuno si sia mobilitato/scaldato per il liceo Scientifico da settecento alunni ancora privo dell’impianto antincendio in quanto attaccato a quello di Palazzo delle Muse che non ha mai funzionato.
«Se al controllo dei vigili del fuoco il secondo piano del palazzo risultasse frequentato dal pubblico - sottolinea Allegretti - scatterebbe la denuncia penale». In alternativa, per lasciare al suo posto il Centro documentario, non resterebbe che chiudere l’intero palazzo con tutte le sue attività. Con un evidente danno per tutti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
