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«Senza il ponteggio si rischia»: il ricordo della morte di Joubert

«Senza il ponteggio si rischia»: il ricordo della morte di Joubert

VIAREGGIO. «Le ponteggiature non sono tutte uguali e non è detto che debbano seguire la sagomatura della barca»: è un pezzo di testimonianza in sede di processo per una morte, quella di Joubert...

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VIAREGGIO. «Le ponteggiature non sono tutte uguali e non è detto che debbano seguire la sagomatura della barca»: è un pezzo di testimonianza in sede di processo per una morte, quella di Joubert Thompson, che tutti, a Viareggio, ricordano. Joubert, 22 anni, un ragazzone sorridente col fisico del giocatore di rugby, sport che praticava. Nel caso del “Romanza”, nell’area di Polo Nautico (era il 2007) - così la testimonianza agli atti - il ponteggio «partiva da terra ma poteva essere ponteggiata anche solo la parte superiore dato che i lavori contemplavano solo la sovrastruttura».

Per allestire in sicurezza una barca- raccontano in Darsena a Viareggio - «il ponteggio è fondamentale. Perché se cadi di sotto, finisci sul ponteggio...». Secondo la testimonianza raccolta dal “Tirreno” in merito all’infortunio sul lavoro che ha ridotto in fin di vita Giuseppe Ferrandes, 56 anni, titolare di un’impresa di pulizie, intorno alla barca in allestimento sul piazzale del cantiere “Seven Stars”, nell’area dei Navicelli a Pisa.

«Lo scafo, quando sei a bordo - racconta il titolare di un’impresa che opera per le aziende della nautica viareggina - ti arriva al ginocchio, ed è una condizione oggettivamente di pericolo. Ecco perché il ponteggio è più che mai necessario...». Ma non sempre viene eretto, spesso lo si fa ma solo in maniera parziale su un pezzo di barca, altre volte - invece - si lavora sotto una specie di “capanna” di teli di plastica, tenuta su «con dei telati, dei pali di plastica». Un sistema che non produce certo una copertura resistente.

Chi ha parlato con il “Tirreno” in merito all’infortunio accaduto a Pisa, ha raccontato che là dove Giuseppe Ferrandes è precipitato «c’era il cellophane sfondato...Perché non poteva certo reggere il corpo di un uomo da 90 chili di peso...». Proprio nel punto in cui è stata vista la copertura saltata nell’impatto con il corpo dell’artigiano sarebbe avvenuta la caduta da un’altezza che i primi testimoni indicano in circa sei-sette metri.

Donatella Francesconi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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